sabato 30 giugno 2007

20+20


Nell'imminenza dei quarant'anni

Il pensiero m'insegue in questo borgo
cupo ove corre un vento d'altipiano
e il tuffo del rondone taglia il filo
sottile in lontananza dei monti.
Sono tra poco quarant'anni d'ansia,
d'uggia, d'ilarità improvvise, rapide
com'è rapida a marzo la ventata
che sparge luce e pioggia, son gli indugi,
lo strappo a mani tese dai miei cari,
dai miei luoghi, abitudini di anni
rotte a un tratto che devo ora comprendere.
L'albero di dolore scuote i rami...
Si sollevano gli anni alle mie spalle
a sciami. Non fu vano, è questa l'opera
che si compie ciascuno e tutti insieme
i vivi i morti, penetrare il mondo
opaco lungo vie chiare e cunicoli
fitti d'incontri effimeri e di perdite
o d'amore in amore o in uno solo
di padre in figlio fino a che sia limpido.
E detto questo posso incamminarmi
spedito tra l'eterna compresenza
del tutto nella vita nella morte,
sparire nella polvere o nel fuoco
se il fuoco oltre la fiamma dura ancora.
(Mario Luzi, 1954)

Caino e le spine

Ci sono più lucciole che zanzare. Siamo tutti in giardino. La strada finisce con casa mia, poi un sentiero nel prato e il granoturco. Su un trabiccolo la televisione che ha solo due canali, sedie della cucina, qualche sdraio. Giovanni, Wilma, Giorgio, Egle, io che non arrivo ancora al metro, Paolo, Fernanda, Bruna, Andrea, Vittorino, Edy, Paola, Gianni, Elda, Armida, Silvano, Angela, Dino e altri che sicuramente erano lì ma non ricordo. Molti non ci sono più. Bianco e nero ovviamente. Il frigorifero non ha il freezer e il telefono è della Sip e ha il disco e il duplex. Afa. Le macchine in garage hanno il paraurti in acciaio luccicante, non di plastica, e i fari cromati sporgenti, come le astronavi che guido. E’ la fine di un decennio magico, si crede di assistere a qualcosa che cambierà il mondo. Carosello quella sera non è più un limite invalicabile. Per me è una festa fino a che non mi mettono a letto. Sogno di essere anch’io un astronauta. 20-21 luglio 1969

venerdì 29 giugno 2007

Circolino

Ma quanti ne siamo? Io vedo il Piccoletto, Kindofblue, l'Imperatore, il Figlio del Sole, il Cucciolo Barbuto, il Maritino, KKKK, Il Capitano, Big Nose, Holly, l'Ispanico, MF Cattivik, il Surfista Argenteo, Tre Milioni, Tigretto Boschivo, Grandi Passi, Jack lo Sbroffo, Capitan Bauscia, Nano Bagonghi, Jerzy Dudek, Il Prof. Facezia, SGM, Jimmy Knepper, il Flagellatore, Marcos, Gigetto, Michele Zanche, Adeodato Diotallevi, Zwischenzug, XXLori, Jethro82, Shatranj, Spingilegno, Gajardo, il Premover, Ladysil, Sartana, Kob, Pixeldj, Peterkalz, Bobby Cartolina, Bo Nunn, Marcantonio Colleoni, Gigi Lamera, Menopermeno, Alice, Boombastic, Psylocibe, L'Innominabile, MR, Crono, le Hostess, l'Alpino Malmostoso, Pell & Oss, Bxx, Bullet, Zanisc, Sdrumovic, Liverpool, Ginko81, il Gabibbo...mi dimentico di qualcuno? Probabile, ma non è problema, non è una lista chiusa.
El ajedrez es como una bella amante!

Pis en' lov


Posso essere d'accordo con Harry?
Quasi sempre. Ogni tanto però ha delle cadute di stile, tipo questa:

Harry: "I love that you get cold when it's 71 degrees out. I love that it takes you an hour and a half to order a sandwich. I love that you get a little crinkle in your nose when you're looking at me like I'm nuts. I love that after I spend the day with you, I can still smell your perfume on my clothes. And I love that you are the last person I want to talk to before I go to sleep at night. And it's not because I'm lonely, and it's not because it's New Year's Eve. I came here tonight because when you realize you want to spend the rest of your life with somebody, you want the rest of your life to start as soon as possible."

Non ci siamo. Più sincera e realista la bionda Samantha, condivisibile, logica:

Carrie: "I'm not going to replace a man with some battery-operated device."
Miranda: "You haven't met 'The Rabbit'."
Samantha: "Oh come on, if you're going to get a vibrator, at least get one called 'The Horse!"

giovedì 28 giugno 2007

Miami Vice

“Ciao Gina”. Non mi guarda proprio bene. Però è uguale, no è identica. “Intendevo Gina Calabrese, la detective di Miami Vice, quella che sta con Crockett, Don Johnson…” Nulla, si vede che non guarda la televisione e allora perché siamo qui a studiarla? Università Cattolica. Siamo in pausa tra un’ora e l’altra della lezione di “Teoria e tecnica delle comunicazioni sociali”. Suo padre, mi racconta poi Matteo, è un grande giornalista, un inviato di guerra ed è amico del professore. Ecco perché sta sempre in prima fila e prende appunti per tutti e 45 i minuti della lezione. “Sì Matteo, però mi sono sputtanato con quella battuta, non ho fatto colpo, anzi, mi ha squadrato come un cretino”. “Gia, e poi, quella la conoscevo un po’ al Liceo, è crema, è proprio crema quella!”. “Crema?”. Io non sono nelle prime file, ovviamente, non la vedo bene: vedo solo la montagna dei suoi capelli. E’ gennaio, fa freddo, i cappotti e i maglioni pesanti lasciano solo lo spazio alla fantasia e all’intuito. Profumo. Forse è questa la crema di cui parlava Matteo. Fuma Muratti slim, insopportabile, come le vecchie signore impellicciate. Si atteggia. Viene direttamente dalla Milano da bere e se ne vanta. Irresistibile, da punire.
Scendo dal palcoscenico con una tuta da lavoro nera e sporca, la barba sfatta, una canottiera bianca bucata, la matita nera sotto gli occhi, i capelli spettinati ad arte dal gel. Mi aspettava in platea con Matteo. Lui mi strizza l’occhio. Mi sento già dentro di lei e respiro la sua voglia. Il giorno dopo respiriamo con una sola bocca. 10 febbraio 1990. Non mi stupisce la data, c’era da aspettarselo. Celle Ligure nella casa di Rita. Dormi con lei, meglio, le apparenze. Anche quando siamo senza Rita tu salvi le apparenze sotto un lenzuolo. Lo tolgo, voglio vedere. Vinco il torneo di 2a Nazionale, 7,5 su 8, non male. Bedonia, Parma, facciamo l’amore nella casa del cavallo. Non è effetre o effesei ma proprio la casa dove tenevate il cavallo che tanto amavi. Una villa immersa nel bosco. Per i tuoi siamo amici. Certo, amici. Brucio il ceppo ornamentale di tua madre: a me sembrava solo un pezzo di legno come gli altri. Lago di Como, capodanno. Non vediamo quasi mai la luce del sole e mi doni l’ultima parte del tuo corpo. Milano, luglio, afa, mozzarelle in carrozza, indigeribili. Mi pianifichi la vita, il nome di nostro figlio che mai nascerà e dove passeremo il capodanno del 2000 anche se mancano ancora otto anni; non digerisco. Compiano, il castello, il premio letterario, la tua gente, la tua vita, i tuoi sogni, io alieno. Mi presenti Mario Luzi: un brivido. Non sono degno. Sei libera di andare adesso Carolina, non ti sto tenendo, non l’ho mai fatto. Vai.
“Ma tu continua e perditi, mia vita,
per le rosse città dei cani afosi
convessi sopra i fiumi arsi dal vento.”
(“Se musica è la donna amata”, Mario Luzi)

Sally ti presento il Vinzo

Liberamente tratto da:

Metti un venerdì in rete
Indovina chi viene nel web
Trappola per topi
Arengario guys
Winning in any case with the king’s indian
Bau…cette!
Ti avevo rovinato
Picag a vun che caga
L’anno del drago(ne) (per i cinesi comincia il 5.2.2000!)
In balls we trust
Il vento freddo dell’est…
Chess gangbang

Me ne stavo bel bello lanciando la mia sfida blitz 3’ 0” (mica sono come il Surfista che si addormenta con i suoi incrementini!) a qualche salame in giro per il pianeta terra quando succede l’impensabile: IL VINZO etereo mi appare sul video! Anche lui solo soletto, nella tranquillità della sua stanzetta con la tutina viola, quella sera (la mogliettina narrasi andata a trovare qualche vicino di casa, diciamo così) connessosi, cercava sfogo dopo una dura settimana di lavoro e senza la possibilità di una ludica serata di "Faites-vous la main"! Sotto l’imperscrutabile pseudonimo di Topogigio (?!) il nostro aveva sfidato il mondo degli scacchisti virtuali con un alquanto lento (quasi semilampo) 2’+12”. Immaginate la stupenda meraviglia ai miei occhi! Un’occasione unica, l’adrenalina già pompa a mille, la possibilità di una singolar tenzone a distanza col Vinzo. Ammetto, mi sono eccitato. La mie mani si fiondarono sulla tastiera a digitare la magica stringa per poter incrociare, prima volta nella storia dell’uomo, irreali pezzi con il mitico, unico, the best VINZO! (Parentesi: le prime penose ma carnali lampette col Vinzo risalgono a qualcosa come il 1985 – ventidue anni fa…non male! – e continuano oggigiorno tra i più triviali insulti! Mi mancano solo le sessioni domenicali del “Thé dal Vinzo” col Bondo, il cane rotondo). Quindi data storica sarà iscritta il 4 febbraio 2000, primo match senza guardarsi in faccia e senza picchiare il povero BhB di turno, con tutti i vantaggi e svantaggi del caso!). Il nuovo millennio doveva portare anche questo! Un Vinzo simulacrale e cripto-bitizzato.
Dopo la mia intimissima emozione per cotale incontro, i saluti del caso e pochi altri convenevoli (il Vinzo giustamente o gioca o chiacchiera), si parte! Bando alle ciance, sto affrontando il mio primo Maestro, mica pizza e fichi.




Topogigio – Radics
FICS rated blitz match freechess.org

1.d4,Cf6 2.c4,g6 3.Cc3,Ag7 4.e4,d6 5.Cf3,0-0 6.Ae2,e5 7.d5,a5 8.0-0,Ca6 9.Ag5,h6 10.Ah4,De8 11.Cd2,Ad7 12.f3,Ch7 13.b3,h5 14.a3,Ah6 15.Tb1,Ae3 16.Af2
(Naumkin, uno che il Vinzo l’ha battuto…in alcune partite optò per 16.Rh1. Ma anche Jussupow opta per la mossa di Re!)
16…,Af2
(Hort e la Ciburdanidze lo picchiano in c5)
17.Tf2
(Anche Laketic, uno che col Vinzo non è andato oltre la patta, arriva in questa posizione nel 1995 e vince e nel 1997 e patta!)
17…, Cc5 (Novità)
(fino allo storico 04.02.2000 si tentò De7 o Db8 o Cf6 o f5. Negli informatori c’è però una partita di tal Kuzmin (2465) che nel 1989 gioca De7 bollata come interessante…ma in nota riporta senza commento Cc5. (Che libidine!)
18.Dc2,f5 19.b4,ab4 20.ab4,Ca4 21.Ca4
(dopo il cambio dei Cavalli la posizione mi pare equilibrata, a dimostrare che con poche mosse il bianco ha già perso il vantaggio del tratto contro l’inarrestabile Est-indiana. Tanto Cattivik non mi legge…)
21…,Ta4 22.c5
(il tematico Vinzo non procrastina l’azione! Cominciamo a palpare la tensione, tutti in carrozzaaaa!)
22…,Da8
(Un’idea temeraria. Chi patrocina c7 e la vicina d6?)
23.c6
(Dicevo che non è più lui! Nascosto nell’anonimato di internet, il Vinzo-mister Hyde, invece di fidarsi della sicura e vantaggiosa 23.cd6, mi aggredisce di gambetto. Qual sfrontatezza messere!)
23…bc6 24.dc6,Dc6 25.Db3
(maybe better 25.Ac4)
25…,Rh8 26.b5,Da8 27.b6
(Scatenato topino in cerca del tuo formaggino!)
27…,cb6 28.Db6
(posizione intrigante…cheffare…non devo mollare la ferula ovviamente…devo tener alto l’onore di noi estindiani (poi il tempo passa e magari nel 2007 giuocherò il Leningrado…BoNunn cheddici?…tic tac tic tac…non vedo le espressioni del Vinzo…non so se si sta passando l’indice sul sopracciglio…gli occhi sono abbacinati dal tremolar del video…)
28…,Td4
(tutti avanti verso la gloria!)
29.Cc4
(tutti avanti verso la gloria! Anche a Bruzzano! E chi vuol mollare….)
29…,fe4
(mai pensato di difendere d6)
30.Cd6,e3
(per crear scompiglio tra le nemiche fila del Bruzzanese!)
31.Tff1,Td2
(senza tregua. Chissà com’è il mouse di un topo?!)
32.Tfe1
(32.Ac4!? avrebbe infuocato la tenzone)
32…,Cg5
(arrivo topastro! Mi sudava la mano sul mouse….32..,Da2 era bella più forte, ma ero attratto dalle riserve!)
33.h4
(33.Cc4! smontava probabilmente il mio delicato castello. Ma il topino non sopportava l’avvicinarsi del terribile destriero…e allora noi, gentili verso il prossimo nostro, togliamo il disturbo!)
33…,Cf3
(Buum! Balle…du du du…sempre di piùùùù…balle un telefono che non suona maiii…(per forza la linea è occupata! Mica avevo l’adsl alicica nel 2000). Riuscirò a far credere il Vinzo in ciò che non esiste!)
34.Af3,Tf3
(Buuuuuuuuum!! Nebbia in val padana…..Abbagliando le residue forze nervose (e temporali to tell the truth) dell’avversario, consunto dallo stress di cotanto match! Mi do un punto per l’istrionismo scacchistico. Poi comunque nell’Est-Indiana bisogna sacrificare no….? Sembra anche che la casa effetre abbia un effetto magico…come col Surfer)
35.Cb7
(Lapsus mausi o fumo negli occhi? Olé olé, il topastro non mangia il formaggino effetre che crede avvelenato! Ebbene si, non ci credevo io…ci ha creduto il Vinzo! Dopo 35.gf3 sembra decisiva Df3. Peccato solo che con 36.Dd8scacco! il nero deve abbandonare!)
35…,Tff2 36.De3,Tg2 37.Rh1,Th2 topogigio resigns 0-1

mercoledì 27 giugno 2007

Permis de conduire


Odio la Municipale. I vigili urbani, minuscolo. Inutili, come le zanzare, peggio dei parassiti. Certo, odio anche i tassisti, ma che c’entra? Amo invece i camionisti e hanno sempre dei bellissimi poster appesi in cabina. Ho fatto due conti tenendo conto delle macchine che ho avuto nella vita: come guidatore ho percorso circa mezzo milione di chilometri, come passeggero non saprei. Patente del 2 dicembre 1985. Praticamente sono andato sulla luna e adesso sto tornando indietro e sono quasi a casa. Ci sarà un autogrill? Se sei di quelli che quando arrivano allo stop guardano prima a destra esci dal mio blog per cortesia e, sempre per cortesia, vai a vivere nel Regno Unito e comincia a contare in pollici, pinte, galloni e tutti quei bei sistemi. Ma quante dita hanno gli inglesi? Non dieci come noi? Se non ti piace il clima di Londra vai a Malta, lì c’è il mare e spiagge meravigliose (non credo proprio ma…). Di solito sono bionde sulla quarantacinquantina e hanno un Suv che sanno parcheggiare solo in un centro commerciale deserto o in quinta fila davanti a una scuola. Io mi domando, ma se devi girare a destra perché ti allarghi a sinistra? Hai imparato a guidare su un camion degli anni ’50 senza servosterzo? Non credo visto che hai gli occhiali da sole che sembri una mosca e i capelli blu. E’ mezzogiorno e c’è il sole ma tu hai i retronebbia accesi. Se ti faccio un lampo con gli abbaglianti vuol dire che ti faccio passare: visto che immagino tu sia italiano, sei obbligato ad alzare la manina in segno di ringraziamento, altrimenti la prossima volta stai lì fermo in mezzo alla strada e aspetti. Lavoro sulla strada e non è una battuta. Oramai è uno Stato di Polizia. Non puoi fare nulla se non essere un criminale di professione. Ci sono più telecamere che alla Rai, autovelox nei boschi, sensori nei marciapiedi, pistole e pistoline laser, toglimi i punti, fammi uscire il sangue, aprimi la ferita, svenami, ti chiudo io il buco della Cassa del Mezzogiorno! Però se sono in coda in tangenziale, e lo sono di sicuro, tu sfrecci sulla corsia di emergenza impunito. Il mio corpo non è mai andato sulla terra ferma a più di 160 chilometri orari; in aria sarò andato anche a più di 800, ma quella è una follia di cui bisognerà parlare. Il problema è commettere il reato gravissimo di volare alla folle velocità di 75 Km/h su una mulattiera in mezzo al granoturco. Hai solo da ritirare la pensione e allora, per cortesia, non uscire di casa alla 7,30. Alzati, fai colazione, leggi il giornale, guarda la tv e aspetta che siano almeno le 10. Dalle 7 alle 10 ci sono tanti lavori in corso e tanti bei buchi da controllare, vai lì! Vedi, non è colpa mia, ma io ti devo superare, per una forma di giustizia divina. Poi tanto lo so che al pomeriggio ti ritrovo su qualche autostrada e sei sicuramente in terza marcia a sessanta all’ora sulla corsia di sinistra. Non mi frega niente del tuo credo politico, adesso per rispetto all’entropia universale stai sulla destra, non è una vergogna e ti giuro che la tua virilità non ne risentirà. Chiedo la galera per chi beve un bicchiere di vino a tavola, passato per le armi se ne bevi due. Per me dovrebbe anche essere impedito di fumare mentre si guida. Vietato tutto. Che il mondo, io lo so, va male non per colpa di quei mentecatti che si sfracellano il sabato sera. Il mondo va male perché i genitori di quelli già schiantati e di quelli che si schianteranno sono andati a picchiare i professori che hanno bocciato loro figlio. Ecco bravo, la prossima volta, per risparmiare il funerale di quell’idiota di tuo figlio (tant’è, è tuo figlio) quando te lo segano a scuola perché è più asino e ignorante di te che sei suo padre (non parliamo della madre, poveraccia), ringrazia il Professore (che probabilmente guida un vespino perché non ha la patente!) che gli farà ripetere l’anno, torna a casa, riempi tuo figlio (sì, quello idiota) di calci nel culo, non compragli una macchina da duecento cavalli e mandalo per punizione a lavorare nel Sulcis per un mese o due in estate. Risolto. Così ti risolvo anche il problema del buco dell’ozono e della mucca pazza.
No, troppo difficile, meglio fare dossi ovunque che io mi sogno di notte di essere sulle montagne russe e mettere multe di milioni di euro che tanto le pago io e quegli stronzi fermi in coda: che ci prendono anche in giro…io lo vedo che il cartello dice che il limite è di 90 Km/h…ma tutti noi adesso daremmo un mese di vita per andare ad almeno 50! E piantala con quel clacson, che le onde sonore non spingono le macchine.
Voglio diventare pedone, che magari un giorno vengo promosso a Donna, anche se il mio amico Taigher“centrotrentachili perché la bilancia arriva solo a centotrenta”Woods mi ha detto che pure per il pedone la giurisprudenza è durissima: sei in contravvenzione se non circoli sul marciapiede, non circoli sul margine destro della carreggiata opposto al senso di marcia dei veicoli, se in assenza del marciapiede non circoli in senso opposto a quello di marcia dei veicoli sulle carreggiate a due sensi di marcia fuori dai centri abitati, se non circoli sul margine destro rispetto alla direzione di marcia dei veicoli quando si tratta di carreggiata a senso unico, se non attraversi solo in senso perpendicolare con l'attenzione necessaria ad evitare situazioni di pericolo stante l'attraversamento pedonale a più di cento metri…Ok, domattina sto a letto.
Adesso parcheggio, dove trovo, un attimo, ora lo cerco, sì, ecco, mi hanno fatto anche una foto, ho fatto anche una foto. Clik.

martedì 26 giugno 2007

Crimarterali

In un lontano presente. Come fosse ieri o quasi. Nascere insieme senza essere gemelle. Che si contano gli uomini ma non si sommano non si sottraggono non si moltiplicano forse si vorrebbe dividerli. Ma c’è di più. Ci sono i vostri colori che si vedono e sono diversi. 1983. Che si immagina il futuro che è già qui e cambia ed è già cambiato. Uguali. Diverse. Sento una sola voce tra i piatti e i bicchieri che è entusiasta e triste e allegra ed eccitata e sicura e profonda e incerta e suadente e squillante e calma e calda. Io guardo e ascolto. Parlo. Vi guardo. Stasera sono a cena con quattro ragazze: una di voi mi ha detto che ho le mani da pianista. Io non so suonare. Io non so e quello che so non importa. Lei suona veramente il piano. Ho notato i suoi occhi scuri e profondi. Non le ho detto niente.
22 giugno 2007

lunedì 25 giugno 2007

Prima del sesto Magistrale

Milano, 21 e 22 luglio 1999

Carissima Robi,
vado a elencarti in ordine assolutamente casuale e illogico alcuni miei miseri pensieri che vorrei però spacciare per verità evidenti:

1. Ho moltissima voglia di andare in vacanza con te in qualche parte del globo.
2. Ho molta voglia di andare a fare un Torneo ad agosto (sebbene nessun amico possa venire con me, e questo mi ruga tanto da mettere in forse qualsiasi Torneo).
3. Ho un mese di ferie.
4. Tu no.
5. Ho guadagnato qualche misera lira.
6. Non voglio in alcun modo limitarti.
7. I messaggini di sabato scorso con la storia di Dicembre non sono isterici: non volevo menarla, voglio veramente una risposta.
8. Sono noioso e rompo il cazzo.
9. Spesso mi rompi i coglioni.
10. Se facessimo una gara di menate saremmo sicuramente entrambi sul podio.
11. L’organizzazione delle Ferie mette in crisi anche i rapporti più storici e consolidati.
12. In vacanza litigheremo.
13. Si litiga anche a casa, quindi non vedo il problema.
14. Se non gioco subito a scacchi all’inizio di Agosto, rischio dopo di non trovare più un torneo alla fine del mese. Perché? Perché se andiamo in vacanza assieme, presumibilmente si tornerà il 22, troppo tardi per i tornei di fine agosto.
15. E allora, penserai, cazzo vuole questo e i suoi scacchi?
16. Sei poco riflessiva e conciliante.
17. Io sono nervoso, nervoso d’indole, incurabile.
18. Possiamo migliorarci.
19. L’idea di un Last minute tour è fantastica. Sono disponibile da lunedì 9 agosto 1999. Perché? Vedi punti 2 e 14. Ho intezione di andare a Montecatini. (Che libidine!)
20. Se non ti sta bene dillo e basta, ma motivamelo.
21. Non sono cambiato è una tua impressione.
22. Col passare del tempo si cambia.
23. Non mi contraddico mai
24. Video meliora proboque sed deteriora sequor.
25. Sono pigro, è per questo che spesso (non dire sempre che non è vero…Ok facciamo molto spesso) il sabato e la domenica mi imbosco a dormire.
26. Sei una donna con tutte le contraddizioni della specie.
27. Sono molto maschilista.
28. Ci sono uomini migliori di me.
29. Ci sono uomini peggiori di me.
30. Mi ha molto colpito il tuo messaggino che diceva che ti mancavano le nostre chiacchierate.
31. Anche a me.
32. Se continuiamo a vederci continueremo a farle.
33. E’ bello anche quando si parla di niente.
34. Jensen!
35. Stai pensando che questa è tutta una balla per intortarti col fatto che comunque andrò a Montecatini.
36. E’ molto facile che ci vada, ma non sicuro.
37. Il 1996 è già passato e ha lasciato i suoi insegnamenti.
38. Anche il 1997 purtroppo.
39. Nonostante tutto siamo ancora qui.
40. Mi sembra che comunque tu mi voglia bene.
41. Solo un pazzo si priverebbe di una tal fatta paffutella.
42. Ho caldo, molto caldo, dormo già male da solo, è solo per questo che ho diradato le mie presenze.
43. Pasini è un pirla, Giulio ha l’alito barocco, Senaldi è un cretino, Bosetti è Bosetti, delle donne non dico niente, Giorgione chi lo vede?
44. Ti dimentichi qualcosa? No?! Sicura? Ok.
45. 40 ore alla settimana sono decisamente troppe.
46. La libertà individuale è un diritto inviolabile.
47. Poi sei libero e non sai che cazzo fare e ti annoi.
48. E’ più facile annoiarsi con la panza piena.
49. Oddio, sto per provare la nuova cucina della piccola Robi. Chi mi assicura che hai superato con profitto il corso per single.
50. Non senti odore di bruciato?
51. Non dovevi fare tutto questo ben di dio.
52. Sono troppo ottimista.
53. Sei troppo pessimista.
54. Per questo ti frequento.
55. Hai sempre fatto quello che hai voluto, non dire di no. (Con me)
56. Ho sempre cercato di fare quello che volevo. (Con te)
57. Sempre cercato vuol dire non sempre riuscito.
58. Il nostro rapporto mi piace, tu a volte meno.
59. La persona ideale non esiste, è solo propaganda edonistico-statunitense.
60. Se la russa col bambino lo lascia, per me non diventa omosessuale.
61. Era comunque una bella cosa da dire.
62. Abbiamo troppo, per questo ci lamentiamo.
63. Non sono più romantico.
64. Smettila di leggere e brindiamoci addosso.
65. Allegato n° 1: guarda un po’ con mi tocca lavorare! (Me lo devi chiedere, non è nella busta)
66. Era tutto squisito. (se stai leggendo dopo cena)
67. Sei la mia Robi.
68. Ciononostante Angela me la farei.
69. Su ciò, di cui non si può parlare, si deve tacere. (Ludwig Wittgenstein)

domenica 24 giugno 2007

Il primo Magistrale



[Event "Magistrale"]
[Site "Montecatini"]
[Date "1996.07.30"]
[Round "4"]
[White "Zoldan Matteo"]
[Black "Radice Luca"]
[Result "0-1"]
[ECO "E89"]
[WhiteElo "2160"]
[BlackElo "1914"]

1.c4 g6 2.Nc3 Bg7 3.e4 d6 4.d4 Nf6 5.f3 O-O 6.Be3 e5 7.Nge2 c6 8.d5 b5 {Il sacrificio in b5 si gioca solitamente quando il B sviluppa l'B in d3, togliendo il controllo della Q su d5.} {?!} 9.Nc1 {?!} b4 10.N3e2 Nh5 11.Nd3 f5 12.Qd2 Nf6 13.exf5 cxd5 14.cxd5 {E qui, il giovine Surfista mi propone patta!} Nxd5 {Ma no dai! Facciamo ancora qualche mossa!} 15.Bg5 Qb6 16.fxg6 Bf5 {Quel giorno contro il biondino mi sentivo proprio ispirato!} {!} 17.gxh7+ Bxh7 18.Nf2 {Il B è saggiamente molto prudente.}( 18.Nxe5 dxe5 19.Qxd5+ Kh8 20.Qxa8 Nc6 21.Qxf8+ Bxf8) Nf4 19.g3 Nh5 20.Be3 Qb7 21.Bg2 Rxf3 {Per non mollare la ferula! Mi è sembrato il minimo sganciargli una bella qualità sul faccione!} 22.Rd1 Nf6 23.Qxd6 {?!} Nbd7 24.O-O Re8 25.h3 e4 26.Bxf3 {Tardi! Adesso il torrone è fuori stagione e quindi indigesto} exf3 27.Nf4 Rxe3 28.Rd4 Bf8 29.Rxb4 {Bum! Temo proprio che surfetto fosse a corto di tempo} Qxb4 30.Qxb4 Bxb4 31.N2d3 Bxd3 {Tutto in presa! Ahah! Uno dei miei migliori slanci creativi, contro un fortissimo giuocatore!} 0-1

Nel buco del mulo

Lo conosco martedì 11 settembre 2001. Ci troviamo all’uscita dell’autostrada di Agrate. Tempo venti chilometri sembra che ci frequentiamo da una vita. Ospitaletto, la prima coda. Ho già idea che passerò questo lavoro chiuso in un abitacolo e prigioniero di una tangenziale. Statali bresciane. Ristorante bresciano, proprietarie bresciane e vino della casa. Ridiamo e mi spiega tutto: non sembra difficile. Di nuovo sulla A4, si sente a casa, guida bene. Il messaggino di Giorgione dice che qualcuno si è buttato con un aereo sulle Torri Gemelle; mah, sarà la solita esagerazione, accendiamo la radio per sentire se dicono qualcosa.
Di più.
Vuole allevare lumache. Cuba Libre e Mary J Blige. Se possibile carne, manzo e un rosso di Montepulciano. Roberto, anzi Robberto. Mario, anzi Marietto. Tre costole rotte ma con garbo; no, ancora meglio, mi alzo e chiedo scusa per esserle caduto addosso. Spiedini di uva e formaggio e bourghignone per poi scattare in piedi dal coma e salutare quando si accorge che sono le cinque della mattina. Giusto il tempo per conquistare una nuova ragazza. Ragazzo col radar: vede quello che io non vedo e me lo spiega. Noto con piacere che ha quasi sempre ragione. Ne conoscevo un altro così, il pittore. Piemonte. “Lei deve essere contento di andare in Piemonte, il Piemonte per lei deve essere come una bella figa, deve avere sempre voglia di andarci”. Andiamo. Kessols, stai zitto, se parli non è silenzio. Torino, Cuneo, Asti, ma specialmente Savigliano. Racconigi e il "senzacollo" che arriva col carrello dei bolliti. Lui non ce la fa a stare da solo. Dopo dieci anni la lascia. Non poteva fare altro. Piuttosto che stare a casa mi raggiunge a Savigliano in uno stupido mercoledì sera: il giorno dopo ha un appuntamento a Brescia, nessun problema, saranno solo trecento chilometri. Golf club a Cuneo e, in macchina, dato che guido io, parlo solo io con le Forze dell’Ordine. Le mucche. Gli piace vederle pascolare; io credo non solo quello. Carambola, Crommy, uomo inutile, subumano, cerebro, mononeurone, lo tratto bene. Vigili urbani, sindaci, assessori, uno spettacolo: ha semplicemente la faccia come il culo. Mai stato al telefono così tanto con una persona. Ci divertiamo, mi chiamerà venti volte al giorno. Centri commerciali di tutti i tipi. Le sue camice sono troppo sciancrate per il mio stile però ne compro due. Cattolica. Leccare del limoncello sul tavolo mentre Marietto fa piangere una ragazza: scoprirò che è un vizio. Polaroid in macchina sotto la pioggia. Prendere le chilometriche. Incontrare per puro caso una bionda in una rotonda di Strambino. History pub, sempre o quasi. Corsaro e l'uccello urlante del Corsaro. Due chili di fiorentina meno due etti di osso diviso due fanno novecento grammi a testa. Lo so, sto parlando spesso di cibo e di vino, che era un Teroldego, eppure siamo magri e lui pure sportivo. Quasi maniaco direi. Mi a ta aoru ben. Le loro storie del militare le so tutte: Marietto si esalta e lui lo segue a ruota. Le avrò sentite una decina di volte tutte. Tre o quattro ragazze in un solo capodanno in discoteca. Marietto gli dava le chiavi della macchina, il resto lo faceva lui. Djerba e poi ancora Djerba. A me sembrava un transessuale e io avevo sonno, non gli ho prestato la camera. Il mio cellulare non prendeva. Nervoso. Uno scorpione che ti cammina sulla testa può anche non far piacere, ma la gente poi ti saluta in giro per il villaggio. La famiglia del mulino bianco se la mangia l’orca assassina. Supposte di mortil forte. Ci siamo messi d’accordo che chi dice “daino” ha problemi urgenti di toilette. Quattro donne, due bionde, una castana, una mora e formosa. Anche una bionda è formosa. Giovanna. Nel buco del mulo. “Guarda quel troione!” “Eh sì, è la mia ragazza”. Uscire dal bagno e prendere un numero di telefono. Errore da non rifare; nessun problema, un anno dopo la schieno su un tavolo. Paolo, è buono! Io non ho imperfezioni: “Dammi un pennarello che te le segno”. I due culanda. Cipolla ubriaco, anzi no, Cipolla giovane e distrutto dall’alcol. “Giorgina! Giorgina! La morte si avvicina!”. Ebecerto. Prego? Ubi maior…ebecerto! Principe della Val Ganna. Robberto decide che dobbiamo capottarci. Capottati. Riga. “Oh ragazzi, io vado”. “Dove vai? In bagno?”. “Where are you from?” “Eh…io sono di Salerno”. “Lui è cheese Master”. “Sì, Maestro del taleggio”. Marta 1984, però siamo nel 2003. Sesto Calende, Arona e due musiche diverse nelle orecchie. Dadaumpa! Cinque e tre otto Marianna, di cuori Mariannona, il tre mangia il due e l’acqua è bassa. Ermanno.

Giovanni

Mi racconti una storia. Hai le mani grandi che non so se mai le avrò così. Non parliamo perché non serve: sappiamo già tutto. Come le parole scritte, inutili. Giovanni. Padre. Papà.

sabato 23 giugno 2007

Le fragole

Villa Campello, Albiate. Incontro di poesia.
Ho camminato per te sotto il sole, non invano, sei rimasta, sei.
Hai attraversato anni, decenni, amori, vita. Solo le nostre menti si sono penetrate, nessuna carne, nessuna terra, nessun sudore.
Sei più reale della materia. Sei.
Hai recitato per me; provavi tra gli alberi, il tuo seno generoso si gonfiava delle mie parole, la tua voce cullava i miei occhi, il tuo corpo vibrava delle mie immagini. Fragole e champagne.
Paola. Lorella. 9 luglio 1989


KRIS
Una sala di cristallo
tintinnio di tazzine da tè
bellissime donne
tronchi enormi alti
in un lago d'acqua cristallina
un'impalcatura gigante d'acciaio
scintillio lamiere ondeggianti
un cavallo due cavalli
quattro cavalli bianchi
il binario lungo assottigliato
una carrozza al galoppo nell'oscurità
dall'alto della foresta
tra immense foglie smeraldine
un filo di fumo
vapore nero di ferro
in collisione la carrozza
il treno incontro
incastro distrutto i resti
nel vuoto lenti
verso l'acqua i cavalli
smembrati nell'acqua spruzzi
carne sangue onde
rosse snelle sulle
radici carnose venate
gibbose dei tronchi.



LE FRAGOLE
La notte non
uno statico incantesimo
vibra una pentade
abbandonata debole
in un angolo verifica
il lento risorgere
di lingue umide.
Sdraiato alla luna
accartocci il torbido
desiderio più di
un lembo di sabbia
un calcio, soffia.
Balsamo di zucchero
per ferite non più
cresce il respiro
che già solo
adombra quando
ormai era vicina.
Ali finestra
il suo urlo dipinge
nel pugno.
Ali finestra
il suo urlo
un pugno.


IL GIARDINO NUDO
Spacca a bastonate
il cranio dei pazzi
che non abbia più
a risorgere quel germe
di squallide melodie
nelle umide stanze
di un incestuoso incontro.
Andrai a ricalpestare
quell’erba bagnata
nel campo del sole
a raccogliere conchiglie
un mare di plastica
profuso di cadaveri
pesci infernali di
sogni castrati.
Le scale ti accolgono
ancora appoggiato a
quel muro il sudore
della corsa suprema
per quei labirinti di
asfalto e vernici.
Ricolora nell’attesa
della solita la saliva
dello sforzo una figura
che ti trascende e accostandosi
sfiora la tua era.
Lo sentivi sgorgare
quel seme violento
giù per le mani
avvolto dentro stracci
l’odore di quell’attimo.
Più forte giunse la
paura lo strano abito
dai cento bottoni con
le macchie del tempo.
Ora rallenta il
passo e piano
avanza il rumore
quel rintocco alita
al passaggio metropolitano.

venerdì 22 giugno 2007

Insalata russa

Nel 1971 un gigantesco cartellone della Motta, appeso su un palazzaccio ancora oggi esistente nei pressi del rondò dei Pini, era per me una specie di porta del tempo, le Colonne d’Ercole del mio mondo: oltrepassato quello si era a casa, al sicuro dai nemici; prima di lui invece in piena terra straniera e aliena. Lo vedevo ogni volta che tornavo da Monza, San Fruttuoso, specie dopo essere stato, prima scarrozzato su un carrello, e poi sul ponte di comando (niente seggiolini per bambini e cinture di sicurezza) di una magica Giulia Super 1.300 TI color indaco: la macchina della Squadra Mobile (la loro era verde scuro però!) Emozione, ero io la guardia e i ladri tutti intorno. “Il Motta ci porta fuori!” dicevo mentre passavamo sotto il cartellone.
“Ha la carta?” “Ho la carta?...ah sì la carta, un attimo. Ecco” “Vuole un sacchetto?” “Sì grazie”. Se non fosse per quei 15 chili in più, la ricrescita evidente, un delfino tatuato sul collo, le unghie mangiucchiate e un brillante sul canino direi che ha due fantastici occhi blu.
Shoppers 0,04
Insalatina nat. Gr. 200 1,99

Ding!
Grissini gr360 1,19
Ding!
Marzolino senese 3,83
Ding!
Mele golden natur. 1,53
Ding!
Salm. Norvegese sup. 2,79
Ding!
Olio ex. Verg. Grevepes 6,99
Ding!
Konig pilsener 50x4 3,17
Ding!
Gran poker gr. 250 1,99
…non va…deve digitare il codice, succede, succede quando magari la carta è stropicciata o umida, vabbé non sono molti numeri
Pane franc. Gr. Duro 1,12
Ding!
Signora è una cassa veloce questa, è inutile che mi tampona col suo carrello tracimante…ne usate di carta igienica a casa però…
“Sono 24 euro e 64 centesimi”. Già, che palle ho 50, mi riempie di monetine. “Pago con la carta”. “Carta o Bancomat?” “E’ uguale, faccia bancomat”.

515

Nel XXXIII canto del Purgatorio, Beatrice fa una profezia riguardo a un misterioso 515 (versi 43-44 "nel quale un cinquecento diece e cinque,/ messo di Dio, anciderà la fuia) ; in pratica appare come una ripresa della profezia del Veltro del primo canto dell’Inferno (versi 100-102 "Molti son li animali a cui s’ammoglia, /e più saranno ancora, infin che ’l veltro / verrà, che la farà morir con doglia." ), un salvatore che non sarà cibato né dalle terre né dal denaro ma da sapienza amore e virtù. Sarà quindi un nuovo Cristo o una entità terrena (Papa? Monarca?).
Non si sa.
In ogni caso, tornando al cinquecento diece e cinque, è risaputo che tutto quello che Dante scrive è solo un velo ai vari livelli di lettura e interpretazioni che solo chi possiede gli strumenti adatti può capire...e stasera mi sono sovvenute diverse idee curiose e una in particolare mi si è piacevolmente riaffacciata alla memoria. Bene, le varie interpretazioni partono dalla semplice scrittura romana del numero, DXV, che anagrammato da un bel DVX, un Duce, quindi una figura umana e viene generalmente riferita ad Arrigo VII al quale già Dante rivolse l'invito di spazzare via il Re di Francia e di ridare libertà ai popoli cristiani. Altri vedono nel 515 una trascrizione del monogramma greco di Cristo, quindi che si attenda un unto del Signore, una nuova e finale reincarnazione della Trinità. Altri similmente pensano e ricollegano decisamente, come già detto, alla profezia del Veltro e quindi a un "Domini Xristi Vergatus" o a un nuovo Papa "Domini Xristi Vicarius".
Insomma, delle tre una: o un nuovo Imperatore, o un nuovo Cristo o un nuovo Papa.
Quale sarà stata l'idea di Dante?
Eccomi!
Il 9 maggio 1986 alle ore 11 11' 35" (ho segnato davvero l'ora esatta!) metto nero su bianco la soluzione del mistero...e do anche, credo, un bel colpo alla storia della matematica e scienze affini. Non male, ma la modestia non è mai stata la mia prima qualità!
Parliamo di Logaritmi: Il logaritmo di un numero secondo una certa base è quel numero per cui si deve elevare quella base per ottenere il numero dato. Bene, Logaritmi...Nepero che più o meno li avrebbe inventati... (cito: Già da tempo erano note formule, che oggi chiamiamo di prostaferesi, che permettono di calcolare il prodotto di funzioni goniometriche (seno e coseno) attraverso la loro somma. Nepero si chiese se fosse possibile estendere questa possibilità ad ogni tipo di moltiplicazione. Certo aveva notato che il prodotto di due potenze aventi la stessa base è uguale alla potenza con indice la somma degli indici [ab × ac = ab+c]. Ipotizzò quindi che trasformando tutti i numeri in potenze con la stessa base si sarebbe potuto trasformare i prodotti tra i numeri in più facili somme tra gli indici. Aveva inventato il logaritmo, come egli stesso aveva battezzato.)
I sistemi di logaritmi sono comunemente due: - I logaritmi in base 10 - i logaritmi naturali o neperiani, la cui base è un numero irrazionale, indicato con "e", uguale approssimativamente a 2,71 Il numero "e" , detto numero di Nepero, non ricordo con precisione ma credo senza troppo timore di smentita che nasca come limite costante nel calcolo delle funzioni e comunque riporto e cito una cosetta interessante: (cito: Il nostro numero "e" per un istante ci dà la speranza della razionalità: dopo la prima cifra decimale si ripete la sequenza 1828. La speranza è presto frustrata; dopo la prima ripetizione le cifre riprendono a seguirsi in modo apparentemente casuale: 2,7182818284590... Anche di esso è stata dimostrata la natura irrazionale. Come se non bastasse, il numero viene detto anche trascendente perché non c'è un'equazione a coefficienti razionali che lo ammetta come soluzione: si sfiora la teologia.)
Si sfiora la Teologia!
Ma torniamo al 9 maggio 1986. Ecco come risolvo il mistero del 515.
Il logaritmo in base 10 di 515 dà 2,71...una cifra troppo simile al numero di Nepero (nato però nel 1550, 229 anni dopo la morte di Dante!) e già ci sarebbe di che stupirsi...o semplicemente ammettere che già Dante, non proprio matematico di professione (!), conoscesse questo numero e la sua origine e le sue proprietà e le sue possibili applicazioni.
Ma se ora proviamo a fare il logaritmo naturale, in base "e", di 515 otteniamo 6,24 che è una ottima approssimazione di 2 pi greco!
Ora, sapendo che cerchi, cerchietti e Geometri sono EVIDENTI simbologie della Trinità, levo ogni velo e "dimostro" che il 515 di cui parla Beatrice (Dante) altro non è che un nuovo Cristo che scenderà sulla terra!
Se non bastasse, 515 non finisce di stupire; la radice quadrata di 515 corrisponde a 22,7.
Per i medievali e per Dante, il pi greco era proprio dato dalla frazione 22/7 .
Non a caso il Paradiso termina con la "visione" di Dio che dura esattamente 22 versi che occupano 7 terzine. Direi la quadratura del cerchio!
Non siete ancora soddisfatti? Pensate ancora a una simpatica coincidenza? Bene, allora sappiate che 2 pi greco sommato al numero di Nepero "e" fa 9, Nove!, non un numero qualsiasi ma un comune numero simbolico rappresentante la Trinità, il quadrato di 3!

giovedì 21 giugno 2007

Un irsutissimo troll

E’ un inutile lunedì di dicembre, uguale e quelli inutili di novembre, come tanti lunedì qualsiasi che infestano da sempre le nostre settimane.
Quasi tutti sonnecchiano in ufficio o pedalano per marionettare realistici cartonati simil-dipendente in perfetto stile fantozziano; tra questi disperati salariati e qualche sparuto professionista autonomo c’è il solito nugolo di assatanati scacchisti che arrotondano e si rallegrano la giornata con profondi quesiti, esistenziali e non, sul ring virtuale di it.hobby.scacchi, il primo e più attivo newsgroup italiano dedicato al nobil giuoco.
I cibernauti contendentensi a colpi di favella e sottili argomentazioni sono più o meno sempre gli stessi e, anche se spesso restano celati dietro un fantasioso e incomprensibile nickname, sono facilmente riconoscibili, riconosciuti e spesso famigerati!
Una landa incontaminata dai volgari problemi del quotidiano e costellato di entità di ogni tipo e colore: niubbi, Maestri, polli, esperti, nazionali, sociali, polemici, didattici, curiosi, belli e brutti, tutto un campionario umanoide, che si può incontrare in un qualsiasi torneo della domenica, si riversa nelle onde binarie di questo universo massone/mediatico parallelo.
Ma quel lunedì 6 dicembre 2004 non sarebbe stato così uguale, inutile e monotono come tutti gli altri; no! Nessuno avrebbe potuto immaginarlo, ma sarebbe entrata lei, un ciclone d’oltreoceano con trapianto capitolino…

Erano le 16:09 del 6 dicembre 2004…e tra i soliti vecchi e ammuffiti thread apparve questo:
“Salve, sono novella di questo NG e spero di non violare alcuna regola. Ho proposto ad un mio corteggiatore che avra' la mia mano (si fa perdire...) se mi batte in una partita a scacchi...una sola partita. Poiché da tempo si giocava sul fatto che lui mi chiamava Regina (eh voi uomini le tentate tutte!) gli ho anticipato che avrei liberato subito la regina facendolo impazzire (ma prendendomi un bel rischio). Lui si e' subito preso i bianchi (scorretto! Gia' io avevo un vincolo...ora ho anche i neri...sgrunt!). Lui mi apre con un classico e4 e io mantengo le promesse e muovo d5. Stiamo giocando via sms, ma la partita e' lentissima perche' entrambi lavoriamo...Siamo a questo punto: 1. e4, d5; 2. e4xd5, Dxd5; 3 Cc3, De5+ Io non ho nemmeno una vaga idea del suo livello...ma gli ho detto che avrei vinto e penso di poterlo fare, anche se finora potrei sembrare in svantaggio. Fatto sta che finora lui ha fatto tutte mosse standard...io sono stata meno banale, non vi pare? Sono curiosa di sapere voi quale dei 4 pezzi a disposizione usereste per difendere il Re...voglio "giocare" un po' e disorientarlo... Vi interessa? Posto il resto della partita mano a mano che va avanti? ciao, Janis” Apriti cielo!
Orde di sonnacchiosi ormonati, sopiti e castrati nella tristezza del già citato lunedì, prendono fuoco e come spillonati in un fianco…o più in basso…strabuzzano l’occhietto e…che vedo mai?!
Una donna!
Una donna è entrata nel newsgroup! Subito un buon numero di postatori, previa conchetta per la canonica prova dell’alito, si getta in aiuto dell’indifesa e questuante donzella; fioccano decine e decine di interventi, suggerimenti, il thread pare già un albero di Natale (siamo a dicembre giusto?) scattano consigli, si muovono paraculi e playboy da balera, ognuno scaglia la propria in un tripudio di estasi boccaccesca; nessuno, in realtà, è così geneticamente niubbo da sbilanciarsi in maniera non recuperabile, ma è indubbio che il gentil ingresso accende (o spegne?) anche menti che non erano più collegate da giorni!
Però…attenzione, fermi tutti!
Esaurite in un baleno le scorte di testosterone non ancora scaduto, un ben più atroce ormone insidia e si diffonde tra i più: ehi ragazzi…ma non sarà un maschione travestito questa novellina?
Eh già, dubbio legittimo quando si naviga tra le anonime, asettiche, criptate stanze che il world wide web ci offre da anni nel menu della giornata.
E’ d’uopo ricordare che anni fa i frequentatori di it.hobby.scacchi furono scottati irrimediabilmente dalla dura esperienza di Milla, fantomatica giocatrice che scrisse e intrattenne amabilmente i lurkatori e postatori tutti per quasi un anno…finché non si venne a sapere…anzi dismise da sola le mentite spoglie…salutò tutti, confessò di essere un uomo, ringraziò dell’attenzione concessa e…e spiegò che aveva ordito tutta la diabolica pantomima perché sicuro che avrebbe ricevuto attenzione e risposte ai sui quesiti e bisogni da principiante solo con un bel paio di tette virtuali!
Eheh! ;-) Chapeau!
Qualunque scacchista, durante la più o meno gloriosa carriera, viene spesso scottato duramente da una variante errata…solo i più testardi ricascano nello stesso tranello…la gran parte preferisce continuare a commettere errori tutta la vita, ma almeno diversificandoli!
Riapriti cielo!
Una schiera di Tenenti Colombo, Derrick e Kojak (il newsgroup è pieno di pelati…beh? Qualcosa da dire?) si mettono a fiutare, in mancanza di meglio, le tracce lasciate da questa amabile new entry; lei stessa si proclama donna, donna vera, donna senza silicone e non siliconata per goliardici motivi! In meno di una giornata si ribalta e scandaglia la rete alla ricerca di ogni indizio pro o contro il reale sesso della sventurata!
E cotanto lavoro raggiunge l’agognato scopo…un paio di link scoprono le fattezze della fanciulla!
Ma non solo, udite udite! Come già da lei anticipato, la si vede, oltre che in figura intera, anche a cavallo della sua vera, originale e insostituibile passione: la moto.
Sì sì, avete sentito bene, la niubbina entrata con fragore…è una agguerrita centaura e il fragore, ovviamente adesso lo si capisce meglio, è quello di uno scarico non omologato!
Il cielo è già stato aperto tante di quelle volte che adesso lo lasciamo tranquillo un attimo…ma rimetto alla vostra immaginazione il fatto che le stesse schiere di ormonati che si erano risvegliati al suo ingresso, ora, dopo ore e ore passate davanti allo schermo a bocca aperta a osservare le foto della leggiadra postatrice, si scoprono, improvvisamente e ovviamente, provetti motociclisti! Alcuni addirittura fanno la spola tra il computer e la cantina per spolverare il vecchio Guzzi del nonno nella mal celata speranza di far breccia nell’attenzione della giovane e attraente fanciulla!
In tutto sto casino di ansie riproduttive e di gallismo sfrenato…chi poteva stare davanti al video con l’occhio sornione e pronto ad affilare le sue armi ironico/sarcastiche?
Bravi, risposta esatta!
Il temibile Radics! Che poi sarei io ;-)
Il nostro resta in penombra per un po’, poi lancia in rete qualche post acidello con una spruzzatina di misoginia…finché, dopo che tutti si sono divertiti ben bene, la sera dell’8 dicembre, festa della Madonna (sarà un caso?), se ne esce con un “brutale” messaggio dall’inconfondibile stile:

“Ma resta ancora molto sta Janis?”
“Una volta c'era IHS.....adesso resta solo un cumulo di ormoni, fantasie da soap opera e cicisbei sbavanti... Mi mancano tanto i bei tempi andati con Pomante e D'alfonso...(*) Sad radics ... ;-)”
(*) Per chi non lo sapesse, i due citati sono stati due orrendi “cagacazzo” che hanno frequentato il newsgroup per un bel po’ di tempo Le reazioni sono immediate e delle più disparate, ma il flame ormai è cresciuto in una guerra termonucleare dall’evoluzione incontrollabile…già, incontrollabile dallo stesso suo creatore! E’ così che a breve giro di post, l’orgogliosa ragazza, ferita nella sua dignità muliebre, mi apostrofa così: “Ma bando alle ciance, il mio reply to funziona, ti do il bianco e ti sfido via e-mail (non capisco ancora nulla di scacchi on line, ma se vuoi possiamo farlo anche lì, se hai la pazienza di istruirmi). Puoi anche scegliere diche apertura devo morire (e cioè anche la MIA prima mossa).Che fai? ciao, Janis” Che poteva fare il diabolico Radics? E’ presto detto: “Che faccio? Se mi sfidi come posso non accettare?..E' già la seconda volta che mi capita qui su ihs...eheh Basta togliere una *k* al mio indirizzo mail e radics diventa mailisticamente raggiungibile... Scegli tu...ma on-line è sicuramente meglio. Ciao radics” Detto, fatto. La mattina di giovedì 9 dicembre 2004 comincia la sfida più chiacchierata dell’etere e probabilmente del Millennio! L’Orco Brutto e Cattivo Radics contro l’Indifesa, Dolce e Offesa Janis! Radics per contratto tra le parti cercherà, compatibilmente con gli impegni di lavoro e di vita, di rispondere il prima possibile alla mosse di Janis, ergo giocando parte della partita alla cieca, potendo vedere la posizione raggiunta una volta rientrato tra le mura domestiche. Per la gioia, il gaudio e il tripudio di voi tutti, riporto di seguito le mosse della singolar tenzone con ampi commenti di tutti quelli che ci hanno fatto l’onore di scrivere sul nostro match. A voi!




RADICS - JANIS Milano, Roma, Internet, ovunque in Italia…9-13 dicembre 2004
1. d4 Cf6 2. c4 d5 (*) I commenti sono di Roberto Montaruli dove non citato diversamente. Questa spinta, a questo punto, e' inusuale. Non e' sbagliata, ma e' ritenuta minore. Il motivo e' che dopo il cambio in d5 e la ripresa del nero di cavallo, il bianco può spingere in e4 scacciando il Cd5 e di fatto guadagnando un tempo. Sebbene la pratica di gioco abbia dimostrato che di questo tempo il bianco non si avvantaggia più di tanto, questa variante non gode di gran popolarità. 3. cxd5 Cxd5 4. Cf3 Prudente.Tanto la spinta in e4 non scappa. g6 Coerente con la precedente spinta in d5. Questo dimostra che il nero sta seguendo un piano preciso. Senza questa spinta avrei sentenziato che il nero stesse giocando un po'a caso, e in tal caso avrebbe concesso al bianco di occupare il centro senza tornaconto. Invece lo sviluppo dell'alfiere in fianchetto permette una successiva pressione contro la casa d4, che giustifica la variante di apertura scelta dal nero. 5. e4 Cb6 6. Cc3 Ag7 7. h3 Il bianco decide di restituire subito il tempo guadagnato con la spinta in e4 per prevenire una possibile inchiodatura sul Cf3, fastidiosa pervia della pressione contro d4 che il nero intende esercitare. O-O 8.Ae3 c6 A questo punto la spinta in c5 non è più possibile. Il nero deve rinunciare al suo piano e limitarsi ad un impianto di contenimento. 9. Ae2 Ae6 10. O-O Ac4 Coerente con la mossa precedente. Il nero intende cambiare l'alfiere con quello del bianco e poi chiudere le case bianche, senza avere più l'alfiere cattivo. Fin qui non si capisce chi sia l'inclassificato e chi il candidato maestro. Il bianco sta giocando come deve, ma il nero dimostra una buona esperienza di gioco: sa il fatto suo. (E' lodevole che fino a qui tu (Janis) abbia ricalcato senza saperlo un buon numero di partite, anche ad alto livello. C'è ad esempio una Arshak Petrosjan-Tajmanov dell '80 che a onore del Bianco è un gioiellino posizionale degno del più illustre Tigran. Invero, le scelte di sviluppo del Nero sono già limitate, perché si ha poco spazio per i suoi pezzi e non si vede una possibilità di controgioco attivo, per cui quando la strada è obbligata paradossalmente può essere più facile trovare certe mosse. In ogni caso questa non è una manovra da niubbo. Segnalo una doppia imprecisione alla 6.a mossa: per il Bianco sarebbe stato più rigoroso giocare subito 6. h3! e il Nero avrebbe dovuto approfittarne con 6...Ag4.Maestro FIDE Andrea Malvagia) 11. Tc1 a5 Su questa mossa ho delle perplessità: non ne capisco il senso, ma soprattutto il nero deve ancora sviluppare l'altro cavallo. La casa b6 viene indebolita senza apparente ragione. 12. b3 Axe2 13. Dxe2 C8d7 14. Tfd1 Dc7 (Eh sì, quest'ultima mossa merita un punto interrogativo, perché la Regina va a mettersi sotto la latente offesa della Tc1. D'altronde11...a5?! ha acuito i tuoi problemi di sviluppo e tolto al Cb6 un'importante difesa, per cui la Regina è in qualche modo vincolata a proteggerlo e, rimanendo nella casa di partenza impedisce il coordinamento delle torri. c7 è l'unico posto dove metterla per soddisfare ambedue le esigenze, ma tatticamente non regge. Quella spinta non era necessaria fino a quando non l'avesse provocata il Bianco stesso, giocando a2-a4, ma in tal caso tu avresti perlomeno guadagnato un tempo importante: pensa a quanto più ariosa sarebbe stata la tua posizione se avessi giocato subito 11...C8d7 12. b3 Axe213. Dxe2 e5! Regoletta pratica importante: l'attività dei pezzi è comunque fondamentale, ma diventa assolutamente indispensabile contro un avversario molto più forte, perché è l'unico modo per creargli dei problemi, altrimenti si finisce per giocare a una porta sola. Maestro FIDE Andrea Malfagìa) 15. d5 E qui arriva la spinta di rottura!Se il nero avesse spinto in e6 invece che in a5, questa spinta non sarebbe stata possibile, o comunque sarebbe stata meno incisiva. Tfc8 16. e5 Il centro mobile del bianco avanza. Cf8 Pericolosa questa ritirata: il Cb6 perde un difensore e la donna non riesce a difendere quel cavallo saldamente. (Bè qui il vantaggio del Bianco è già considerevole, se non altro perché all'occorrenza può prendere in c6 rovinando la tua struttura pedonale e tu non puoi farci molto. Ad ogni modo, come Montaruli ha già messo in evidenza 16...Cf8 indebolisce ulteriormente il Cb6 ed è comunque molto passiva. En passant, 16. e5 nasconde un trucco che si svela in caso di16...Cxe5? 17 Cxe5 Axe5 18. Axb6 Dxb6 19. Dxe5, dove si può notare per l'appunto la debolezza tattica del Cb6. Maestro FIDE Andrea Malfagìa) 17. Cb5 Db8 18. Axb6 cxb5 19. Txc8 Dxc8 20. Dxb5 E il nero perde un pedone e si trova in posizione compressa. Da notare la debolezza della casa b6. Cd7 21. Ad4 Il bianco rinuncia prudentemente a catturare in a5: il bianco ha gia' un pedone di vantaggio e l'ala di donna del nero e' debole. Catturare quel pedone significherebbe eliminare un pedone debole avversario e permettere al nero di ottenere del controgioco sulla colonna “a”.Non ne vale la pena.L'alfiere viene invece centralizzato in una casa difesa. Il pa5 resta debole ed impegna la torre alla sua difesa. Dc2 22. Dxd7 Sacrificio di qualità! Il bianco decide in questo senso con l'idea di guadagnare tempo e spazio per valorizzare i propri pedoni centrali avanzati. (Qui Radics ha sopravvalutato le proprie possibilità nelle complicazioni successive, o semplicemente non aveva voglia di chiuderela partita di pura tecnica, perché prima di questo azzardo la posizione era chiaramente vinta per lui. Peraltro in questo modo ha potuto testare la tua forza di gioco in una situazione diversa: fosse stata una partita di allenamento e lui fossestato il trainer, avrei decisamente approvato una scelta che permette di verificare come te la cavi quando ti trovi in vantaggio di materiale. Maestro FIDE Andrea Malfagia) Dxd1+ 23. Rh2 Ah6 Il nero fatica ad attivare i pezzi.La donna nera nonostante sia penetrata nelle retrovie non trova punti deboli da attaccare, la torre non ha case dove muoversi, e l'alfiere e' costretto ad abbandonare la diagonale per poter combinare qualcosa. Questa posizione e' un ottimo esempio di compenso dinamico per il materiale sacrificato. Compenso che frutterà immediatamente un paio di pedoni di interesse... 24. Dxb7 Tf8 25. d6 exd6 26. e6 Ci deve essere qualcosa che mi sfugge: questa spinta non riesco a comprenderla. Il matto in g7 non c'è perché l'alfiere difende la casa...Tra l'altro se il nero catturasse quel pedone ci sarebbe la minaccia Txf3. Non capisco... mi sfugge qualcosa. De2 Evidentemente anche il bianco ha capito che non si può prendere in e6, oppure siamo tutti vittime di una allucinazione collettiva. Spero che qualcuno possa chiarire questo punto. Come non detto. Ho riguardato la posizione e ho capito tutto. Su fxe6 il bianco gioca Cg5!! e mi pare proprio che non ci sia più difesa. Alla luce di questo devo rivalutare sia la spinta e6 del bianco che diventa decisamente efficace, sia il fatto che il nero abbia visto che il pedone e6 non si poteva prendere a causa di Cg5. E' anche da queste cose che si valuta la forza di gioco di un giocatore. Credo che molti avrebbero catturato in e6. Io stesso ho avuto bisogno di un paio di minuti per capire la minaccia. (Ennesima dimostrazione di come nessuna pianificazione, per quanto perfetta, può essere più efficace di una bella botta di culo ;-) Scherzi a parte, il tuo intuito ti ha guidata alla scelta migliore possibile. In effetti, se uno entra in panico per un pedone così minaccioso, viene spontaneo cercare di controllarlo e la Regina è l'unico pezzo nero in grado di farlo. L'intera concezione di Radics apartire da 25. d6!? è ardita e nascosta, non è facile prevedere la "ciliegina sulla torta" Cg5! Maestro FIDE Andrea Malvagia) 27. e7 Te8 28. Af6 De6 29. Dc6 Tb8 30. Dc7 Te8 31. Dd8 Buona manovra di compressione del bianco per guadagnare questo ingresso. Dc8 Credo sia unica questa difesa. Mossa poco intuitiva, ma funzionale. I giocatori meno esperti tengano presente questa forma di difesa, che ricorre spesso e volentieri in diverse posizioni, e tante volte non viene considerata. 32. Dxd6 L'errore più grosso che il bianco possa fare in posizioni come questa e' di intestardirsi a promuovere a tutti i costi il pedone. Una strategia da tenere in seria considerazione invece e' quella di sacrificare quel pedone in cambio del forzato ingresso in un finale vinto. Ag7 33. Ce5 Axf6 Il nero ha sempre una qualità di vantaggio e quindi il cambio di pezzilo favorisce. Se il bianco non riuscisse a concretizzare il vantaggio posizionale rischierebbe moltissimo in finale. 34. Dxf6 De6 35. Cg4 Subdola difesa. Ora il nero non può cambiare le donne a causa del doppio in f6, e non può neanche catturare il pedone a causa di Ch6+ seguito dal matto in h8. Conoscendo Radics, sono abbastanza sicuro che questa difesa fosse stata considerata anzitempo. Talvolta capita invece che uno entra in complicazioni e poi se la trova sulla scacchiera pronta da giocare. C'e' da dire che senza questa risorsa, il nero avrebbe catturato il pedone e giocato per vincere il finale. h5 36. Dxe6 fxe6 37. Cf6+ Rf7 38. Cxe8 Rxe8 Il bianco ha ottenuto quello che voleva: sacrificare il pedone in cambio della liquidazione di tutti i pezzi e di un finale di pedoni vinto. 39. Rg3 Rxe7 40. Rf4 Rf6 41. a3 Una volta centralizzato il re il bianco si crea il pedone passato. Da notare la precisione: prima a3 per poi spingere in b4. Deve essere sempre il pedone senza dirimpettaio ad avanzare per primoper evitare che l'avversario riesca a fissarlo su una casa arretrata vanificando tutto il vantaggio. e5+ Qui purtroppo non c'e' niente da fare: tre pedoni contro tre e il re che controlla impediscono al nero qualunque controgioco. 42. Re4 Re6 43. b4 Il bianco non perde tempo e si crea il pedone passato. axb4 44. axb4 Rd6 45. h4 1-0 Che cosa posso dire su questa partita? Da parte del nero quella spinta in a5 che ha permesso al bianco di giocare nell'ala di donna. Da parte del bianco la spinta in e6 che non sono riuscito a comprendere. Quella risorsa difensiva Cg4 sarebbe interessante sapere quando il bianco l'ha vista: immagino sia stato dopo Ag7, quando il bianco ha giocato Ce5. Comunque bella partita: ho visto di ben peggio giocato da giocatori piu' qualificati. Perché tolte quelle due mosse di cui sopra, le altre sono state tutte ottime mosse, con idee e significati. Il bianco ha vinto perché ha saputo sfruttare il compenso ottenuto dalla qualità e il nero ha veramente regalato poco.” (Sono rimasto anch'io piacevolmente sorpreso dal tuo livello di gioco, in buona parte perché fuorviato dai tuoi ripetuti scotimenti di capo sul tuo essere una "zero sociale" ;-) La partita è interessante e istruttiva, priva di quei banali errori tattici che rendono in genere poco significative le imprese dei veri niubbi e altrettanto inutile commentarle, soprattutto se si tratta di incontri estemporanei (infatti normalmente io non sono di quelli che le commenta. Qui poi, c'era anche l'onore delle due parti in gioco, e direi che ambedue lo avete tenuto alto! Maestro FIDE Andrea Malfagìa). Che dire? Sicuramente una partita affascinante, potete giudicarlo anche da voi e comunque anche dall’interesse che ha suscitato tra i più esperti di IHS, che rende grandissimo onore alla mia avversaria, dotata sicuramente di un talento e di un intuito non comuni. Complimenti Janis!Bene…credete per caso che la storia finisca qui? Eh no miei cari! La tensione della sfida e l’intenso scambio di messaggi nei cinque giorni in cui si è giocata la partita hanno prodotto un interesse reciproco per vedere e conoscere “live” i protagonisti di cotanto match! Tant’è…il contatto avvenne: Milano, 18 dicembre 2004, ore 22:09, Radics e Janis si stringono la mano…Che importa se poi dopo un paio d’anni si scopre che la partita era stata giocata a quattro mani da lei con il MF Edoardo Vancini! In fondo ci siamo parecchio divertiti anche in seguito!

48

Dov’eri fino a ieri? Amica di amici, si dice così. Lui ha altro per la testa anche se a me non sembra mentre ti scrive messaggi che non saprei nemmeno da che parte cominciare. Mi riprometto che non te li scriverò mai: sbaglio, come al solito, perché tu li vorresti. Fai a pezzi pian piano un tovagliolino rosso, diventano mille coriandoli. Ti avevo già vista, ne sono sicuro. No, non veramente, ma sono sicuro che da qualche parte c’eri. Il distributore automatico non mi distribuisce le sigarette che vorrei. Giro in macchina, da solo, tu non esci, non ti va. Domani è domenica. Ti racconto tutto quello che sto facendo per almeno un’ora. Faccio sempre lo scemo con le cameriere e, anche se non bevi alcolici, nel bicchiere che hai davanti ci sono menta, rhum bianco, zucchero di canna, lime e acqua frizzante. Direi un mojito. Strano. Scrivo, scrivi, scriviamo sul tuo taccuino. Ci fermiamo al punto 48. Mi alzo verso di te. 4 aprile 2007

mercoledì 20 giugno 2007

Luli & Pupi


Porto Mannu, Sardegna, 19-26 maggio 2007. Supergiovani, ma è possibile??..., grande Bruno che analizza, capisce e sentenzia, il Surfer e family, the Brugus's, ovviamente l'Holly che aveva una dieta differente con moglie o senza, Steingrimmmsssonnsss..., Petrikekki, Piscopo che mi offre patta, ArnoNickel...fiume, elemento chimico o Grande Maestro per corrispondenza? Mazzariol e signora che ci portano a spasso, il Presidentissimo che si confida, l'acqua gelida, Matamoros che non sa che lui sono io, il barattolino che mi manda i messaggini e mi chiama, il letto a castello o il lettone? Lettòne intendevo, non il Gambetto Lèttone! Yuri mi abbraccia all'arrivo!, bello il Gandolfi (lo dice solo il cucciolo barbuto!), 23 maggio che gioco 120 mosse per perdere e per vedere gente troppo allegra dopo, a diecimila metri su un pezzo di ferro, prima e dopo, carasau rubato da tutti i tavoli.

Parigi

Un vento micidiale. Freddo di quelli che ti entra nelle ossa. Montmartre. Perché prendere una delle decine di linee della metropolitana quando con pochi franchi possiamo divedere in tre un taxi giudato da un marocchino? Addormentarsi con la sigaretta accesa e svegliasi con un buco nei jeans. Non importa, ci siamo riposati per affrontare una notte in discoteca. Nessuno andrà a visitare le fogne ma la sveglia suonerà comunque alle 8. Abbandoniamo la discoteca alle 6...faccio pernacchie alla Gioconda: solo i giapponesi sembrano davvero interessati. Steak frites. Dormire in due in un bagno: uno sulla tazza, uno nella vasca, e per niente poi, tanto non se l'è fatta! Una settimana, un'avventura, una canzone che riparte sempre da capo: living in America, James Browne, un classico francese ovviamente. Siamo tornati, siamo là, nel ricordo. N.N (passava di lì per caso!), Luca (io, il poeta, ancora crinito!), Alberto (il pittore, infatti è la foto del quadro che mi ha regalato), Marco (il logico). Aprile 1986

Master!

Non so se sto sognando. Non importa, voglio dire una cosa: grazie. Grazie ai magnifici 5 che fecero ancora l'impresa, grazie a chi ci ha seguito da vicino per una o più domeniche, grazie al grande cucciolo barbuto, grazie agli amici del circolo che, a Monza o oltremanica, ci seguivano con apprensione, grazie ai bitimers che con la loro forza e il loro giusto sberleffo ci hanno spronato all'impossibile, grazie a Rasputin, grazie all'ospitalità dei vedanesi, grazie al giornalista, grazie a quelli che non mi ricordo, grazie a tutti i miei amici non scacchisti a cui ho rotto le balle per mesi, grazie a mogli, fidanzate, famiglie intere dei magnifici 5 per la loro comprensione, grazie al mio amico Marco Corte che ci ha fatto sentire a casa anche nella lontana Udine, grazie agli avversari che spesso sono veri amici e qualcuno di loro adesso trattiene a stento le lacrime, grazie ai secondi che ci hanno aiutato nella preparazione delle partite, grazie al mio amico francese Minh che mi ha caricato e preparato per lo scontro finale contro Pace, grazie alla Sam che ci ha accolto per più di vent'anni e ha fatto crescere nelle sue sale questo miracolo, grazie al circolo tutto che in Italia io non credo ne esista uno uguale, grazie ragazzi, grazie a tutti che so che siete di più di quelli che penso. Grazie. 15 aprile 2007, indimenticabile. (in alto a sinistra kindofblue, alias il piccoletto, alias il duenne, alias...un amico) PFSCMAMA
http://www.scacchierando.net/dblog/articolo.asp?articolo=100

Ping pong



Amici. Amici di Liceo. Il poeta, il chimico, il pittore, il logico. Primavera. Le sei di sera, il ritrovo, il ping pong. I libri restano a casa, nessuno ha più voglia di studiare. Due ore, almeno due ore si suda e ci si scanna. Singoli, doppi, giro, non importa, bisogna sudare, divertirsi, battersi e sbeffeggiarsi. Il logico ha sempre avuto un polso diverso. Un polso magico, una precisione chirurgica. Il poeta era un fabbro, potente ma agile, ma non aveva quel polso. Il chimico avrebbe dovuto avere un altro soprannome: il ragioniere. Mai un colpo diverso, mai un lampo di genio, nulla. Amministrava. Il pittore aveva un polso magico anzi una mano magica: ma con la matita, col pennello, con le tele. Il pittore voleva rubare il polso del logico, credeva che così avrebbe anche disegnato meglio. Il logico era contento solo di metterla dove il pittore non sarebbe arrivato a prenderla. Sorrideva e non pensava ad altro. Lungolinea, punto. 21. Tutte le sere alle sei si giocava e qualsiasi partita, singola o doppio, vedeva il logico in testa. Il poeta e il chimico si dannavano, sudavano, si divertivano, imprecavano, si tuffavano, solo non vedevano la sofferenza del pittore. “Questa racchetta non va bene!” “Domani proviamo a giocare tutti con quelle che ci sono al bowling” Andarono tutti al bowling. Facevano gli scemi più del solito, sapete, le ragazze che guardano. Le racchette facevano schifo. Il logico fece spallucce: “E’ uguale” Vinse il logico. L’indomani il pittore disse che c’era troppo vento. Propose di giocare al chiuso e portò delle palle rosse, sue, disse che le vedeva meglio. Il chimico rideva, il poeta chiese se costavano tanto perché lui ne spaccava a mazzi ogni sera… Vinse il logico anche con le palle rosse. “Domani provo con la Stiga 5 stelle di mio fratello!” disse il pittore. “Ok, io con quella di legno di mio nonno allora” replicò il logico. Provammo anche a giocare con la sinistra una sera. Incredibile! Il pittore vinse la prima partita della sua vita contro il logico. Il Poeta non riusciva a tirare le sue classiche mazzate con la sinistra e il chimico era spiazzato, non riusciva e fare il suo solito compitino. La seconda partita il logico vinse, con la sinistra, contro il pittore. Abbiamo provato anche a giocare in ginocchio, ma faceva male e più di tutto fece male al pittore, ma non le ginocchia, al suo spirito: perse anche in ginocchio. Metafora di tutto. Non giocammo più. Il pittore andò a fare il paracadutista per un anno. Ci si vede meno adesso. La vita. Il lavoro. I figli. Storie diverse. Siamo rimasti amici, veri amici. Vinceva sempre il logico. 20 marzo 2007

Snake Benoni



Radice - Battistella, Monza, 10 maggio 2007
1. d4 Nf6 2. c4 c5 3. d5 e6 4. Nc3 exd5 5. cxd5 Bd6 {Una linea minore ma che può essere molto velenosa visto il nome che mi sembra abbia; Snake Benoni! E infatti l'alfiere si muoverà come un serpentello...ma senza denti!} 6. Nf3 Bc7 7. g3 a6 8. a4 Ba5 9. Bg2 O-O 10. O-O Bxc3 {Ok, ha strisciato per quattro mosse per poi mordere a morte il mio cavalluccio...però a me non dispiace quando negli impianti benoni il bianco ha l'alfiere camposcuro e il nero no!} 11. bxc3 d6 12. c4 a5 13. Qc2 h6 {Forse una perdita di tempo e un indebolimento inutile; vista l'autostrada che parte da b2 verso g7...non credo avrei svilippato l'alfiere in g5} 14. Bb2 Na6 15. Rfe1 Nb4 16. Qb1 Bg4 17. Nh4 {L'inizio di un piano aggressivo e di un giuoco di pezzi devastante.} 17... Nd7 18. h3 Bh5 19. Be4 {Ecco l'idea alquanto originale; invece di continuare in modo "tecnico" e normale con l'avanzata centrale e4-f4-e5 etc, il bianco spara tutti i pezzi che ha verso il monarca nero. L'idea mi piace, tanto più che io fianchetto raramente di Re e il povero Ag2 cecato dal pedone d5 deturpava il mio sensibile animo estetico...} 19... Ne5 20. Qc1 f6 {Il nero tenta un puntamento almeno contro il dragone in b2...ma molla per sempre le case bianche.} 21. f4 Nd7 22. Bf5 Re8 23. Be6+ Kh8 {Perde un pezzo...ma forse, se mi facessi tentare dalla golosità, il nero potrebbe avere un barlume di controgiuoco.} 24. g4 Nf8 25. f5 {Il classico chiodo sulla bara del nero. Prendere il pezzo è da giuocatori sociali; meglio accontentarsi di una qualità ma con zero controgioco per il nero.} 25... Rxe6 26. fxe6 Bg6 27. Nf5 {Finalmente nella sua casetta!} 27... Nxe6 {I bravi commentatori qui scrivono sempre solo una parola: disperazione!} 28. dxe6 d5 29. e7 Qc7 30. Bxf6 {E qui scrivono la salomonica frase: mazzate su mazzate! Alfiere e cavallo sono immuni alla cattura pena il matto in due e la casa g3 è per la donna nera solo un miraggio.} 30... Kg8 31. Bh4 1-0

Smarrito

Smarrito. Smarrito nella carne. Smarrito nei muscoli del tempo e nelle labbra della carne.
Non tornare, non cercare, non guardare, non sentire, non annusare, non toccare, non leccare, non voltarsi, non ingannare, non sudare.
Il verbo all’infinito dilata il tempo, lo distrugge e se ne appropria, lo mastica ma non lo digerisce. Soprattutto non sudare.
Piove. Banale ma piove. Piove normale, non come quando piove bene, con gusto, piove stupido, piove e basta.
Si dice, l’impersonale è un po’ come l’infinito ma meno, che il rumore della pioggia sul tetto della macchina sia bello. E’ un rumore. Se il rumore è costante concilia il sonno, se cambia ritmo ti distrae, ti costringe, ti violenta ad ascoltarlo. E’ un rumore come ce ne sono tanti, magari un suono, non una musica. E’ solo perché sei al coperto e non t’inzuppi che fai finta di apprezzarla. Non si vede un cazzo, non ho uno straccio, ho bisogno di uno straccio. La mano umida di vetro puzza. Ho fastidio di tutto ma sono costretto a stare fermo, vuoi che stia fermo, devo restare immobile, zitto, il silenzio delle parole le grida della carne.
Il vento, già, il vento. Sono arrivato fino qui e ora ho solo voglia di tornare. Saluti qualcuno. Non ho più voglia di te. Solo luci, luci di tutti i colori, solo luci rosse o di un bianco latte. Non sento quello che mi dici.
Parli.
Avrei voluto dire vorrei fossi la sola donna, l’unica carne, il mio sangue, io il nerbo, la spina dorsale delle tue gambe.
Ora smarrito nella carne non vedo i confini del mio tempo, i misteri del mio corpo, gli spasmi del tuo ventre, i bagliori della tua pelle, il sapore della mia, della tua, delle nostre, della tua gola, il colore dei tuoi seni.
Smarrito nelle carni ti sento respirare in bocche sconosciute, abbandono e affondo tra gambe morbide e nervose, dolce sapore, liscio tenero approdo per la mia lingua assetata, arsa dal ricordo di te e dissetata al triangolo del piacere.
Affondare smarrito nella visione di quelle labbra salate, baciate e possedute da me, da chi non so, mie, come la sua anima, tutta la sua mente, e mi perdo tra il biondo dolce. La smania della tua nuova lingua, ho fretta di te, l’ebbrezza del tuo odore alieno, confuso e smarrito nelle vostre carni.
Ho attraversato corpi che non amavo, corpi che fremevano, che si piegavano, carni che non mi appartengono e vorrei non esistessero.
Ho corso chilometri di asfalto sotto i lampi e la tempesta, ore di vita sulla corsia dei pensieri, immagini del tuo calore, del tuo tacito soffrirmi, del tuo non volere, del tuo sale negato, sotto la pioggia di uno sconosciuto sudore.
Le mie labbra fuggivano, non mi avrebbero perdonato, ma non c’eri e avevo sete, sete della tua carne, fremiti dei tuoi fianchi, brividi delle tue braccia, della tua pelle, della schiena dritta, che non trovavo nei nuovi gemiti, il seme inutile e asciutto, perduto, buttato, sparso morto, gli occhi in fiamme, non era la tua voce, il tuo caldo non esserci.
Mi donasti le carezze della musica, la melodia della tua intimità, la mano veloce feroce, la malizia sfiorita all’istante.
Celata nel tuo sorriso, le maschere del tuo volto, altera, di sale, salata, strana di morbidi segreti, tenera del gelo rinnegato, il fascio delle tue membra, la lingua a morsi, mordi la mia mano senza ferire, le ferite nel buio del tuo sguardo.
Sdraiata immobile densa nervosa abbandonata tesa morbida bollente passiva vittima, solo un po’ sudata, sono io per bagnare, per rinfrescare e incendiare, leccare e penetrare, spingere e graffiare e scorticare e strappare e infondere e riprodurre e lambire.
Sei di carne, di vene e di pensiero e di testa e di ossa, balsamo della mia verga, smarrita, sui tacchi vaga, il corpo che sbatto, fica viola violata che sbatto che pulsa e amo, bambola di carne, spada della mia cintura deraglio nel nostro ansimare nei liquidi della nostra natura, un unico lago ora assoluto, rubato strappato rapito sottratto alla mia alla tua prigionia.
Vago un filo di fumo dal finestrino, l’afa d’estate, la mia pelle madida, priva di qualsiasi bisogno e inutile nel suo sudare, nel suo agitarsi per il tuo piacere, il piacere che non voglio, non voglio ma viene, arde il tuo caldo che è ricordo remoto e non ho più.
Non mi basta per dimenticare, scoprirti, svelarti tu stessa a godere, sudare lontano, tra nuovi sospiri.
Respiro solo, è come non fosse vera, respiro in lei ma soffoco, per me, per voi, per l’aria che solo sei, il buio che monta, godi, godo.
Urlo nel tuo nero, colpi brutali, godi e non me ne frega niente, chi sei, non sei il suo tepore, le sue gambe straniere e casalinghe aperte per chi, Dio, dimmi Dio, per chi, e godi nel mio abisso.
Sempre bionda, nera, castana, non importa il calore che mi regali, dono inatteso, un bacio diverso, un luogo che non ti appartiene, carne, carne che siete, solo carne per me, erezione inconscia, imposta masturbazione di me uomo, maschio, non il mio sangue che stilla per la tua pelle d’avorio, secca, di vetro, irreale e infantile, i capelli d’angelo dal vento d’oro, esplode per te, per te che non conosco, che scortichi su di me il tuo sesso, assente amante tradita e traditrice di notti senza senso.
Freddo è un sogno che sembra ubriaco e intirizzito a mille e più dal suo profumo.
Non sei, non sai della pelle di cui brucio, che mangio, cibo alato che vola via, il seno che mi nutre, labbra esangui che mi sfuggono, il volto che mi guarda e non si ferma, non aspetta, non vuole e mi cerca, vattene, i capezzoli, il tuo seno, la mia lingua, solo, solo un sussulto, la testa che mi accarezzi. Settembre 1997

Estate, domani

Domani.
Non lo so a che serva ma ora ho un blog.
Fino a che non mi sarò stancato.
Forse già domani.