Nel XXXIII canto del Purgatorio, Beatrice fa una profezia riguardo a un misterioso 515 (versi 43-44 "nel quale un cinquecento diece e cinque,/ messo di Dio, anciderà la fuia) ; in pratica appare come una ripresa della profezia del Veltro del primo canto dell’Inferno (versi 100-102 "Molti son li animali a cui s’ammoglia, /e più saranno ancora, infin che ’l veltro / verrà, che la farà morir con doglia." ), un salvatore che non sarà cibato né dalle terre né dal denaro ma da sapienza amore e virtù. Sarà quindi un nuovo Cristo o una entità terrena (Papa? Monarca?). Non si sa.
In ogni caso, tornando al cinquecento diece e cinque, è risaputo che tutto quello che Dante scrive è solo un velo ai vari livelli di lettura e interpretazioni che solo chi possiede gli strumenti adatti può capire...e stasera mi sono sovvenute diverse idee curiose e una in particolare mi si è piacevolmente riaffacciata alla memoria. Bene, le varie interpretazioni partono dalla semplice scrittura romana del numero, DXV, che anagrammato da un bel DVX, un Duce, quindi una figura umana e viene generalmente riferita ad Arrigo VII al quale già Dante rivolse l'invito di spazzare via il Re di Francia e di ridare libertà ai popoli cristiani. Altri vedono nel 515 una trascrizione del monogramma greco di Cristo, quindi che si attenda un unto del Signore, una nuova e finale reincarnazione della Trinità. Altri similmente pensano e ricollegano decisamente, come già detto, alla profezia del Veltro e quindi a un "Domini Xristi Vergatus" o a un nuovo Papa "Domini Xristi Vicarius".
In ogni caso, tornando al cinquecento diece e cinque, è risaputo che tutto quello che Dante scrive è solo un velo ai vari livelli di lettura e interpretazioni che solo chi possiede gli strumenti adatti può capire...e stasera mi sono sovvenute diverse idee curiose e una in particolare mi si è piacevolmente riaffacciata alla memoria. Bene, le varie interpretazioni partono dalla semplice scrittura romana del numero, DXV, che anagrammato da un bel DVX, un Duce, quindi una figura umana e viene generalmente riferita ad Arrigo VII al quale già Dante rivolse l'invito di spazzare via il Re di Francia e di ridare libertà ai popoli cristiani. Altri vedono nel 515 una trascrizione del monogramma greco di Cristo, quindi che si attenda un unto del Signore, una nuova e finale reincarnazione della Trinità. Altri similmente pensano e ricollegano decisamente, come già detto, alla profezia del Veltro e quindi a un "Domini Xristi Vergatus" o a un nuovo Papa "Domini Xristi Vicarius".
Insomma, delle tre una: o un nuovo Imperatore, o un nuovo Cristo o un nuovo Papa.
Quale sarà stata l'idea di Dante?
Eccomi!
Il 9 maggio 1986 alle ore 11 11' 35" (ho segnato davvero l'ora esatta!) metto nero su bianco la soluzione del mistero...e do anche, credo, un bel colpo alla storia della matematica e scienze affini. Non male, ma la modestia non è mai stata la mia prima qualità!
Parliamo di Logaritmi: Il logaritmo di un numero secondo una certa base è quel numero per cui si deve elevare quella base per ottenere il numero dato. Bene, Logaritmi...Nepero che più o meno li avrebbe inventati... (cito: Già da tempo erano note formule, che oggi chiamiamo di prostaferesi, che permettono di calcolare il prodotto di funzioni goniometriche (seno e coseno) attraverso la loro somma. Nepero si chiese se fosse possibile estendere questa possibilità ad ogni tipo di moltiplicazione. Certo aveva notato che il prodotto di due potenze aventi la stessa base è uguale alla potenza con indice la somma degli indici [ab × ac = ab+c]. Ipotizzò quindi che trasformando tutti i numeri in potenze con la stessa base si sarebbe potuto trasformare i prodotti tra i numeri in più facili somme tra gli indici. Aveva inventato il logaritmo, come egli stesso aveva battezzato.)
I sistemi di logaritmi sono comunemente due: - I logaritmi in base 10 - i logaritmi naturali o neperiani, la cui base è un numero irrazionale, indicato con "e", uguale approssimativamente a 2,71 Il numero "e" , detto numero di Nepero, non ricordo con precisione ma credo senza troppo timore di smentita che nasca come limite costante nel calcolo delle funzioni e comunque riporto e cito una cosetta interessante: (cito: Il nostro numero "e" per un istante ci dà la speranza della razionalità: dopo la prima cifra decimale si ripete la sequenza 1828. La speranza è presto frustrata; dopo la prima ripetizione le cifre riprendono a seguirsi in modo apparentemente casuale: 2,7182818284590... Anche di esso è stata dimostrata la natura irrazionale. Come se non bastasse, il numero viene detto anche trascendente perché non c'è un'equazione a coefficienti razionali che lo ammetta come soluzione: si sfiora la teologia.)
Si sfiora la Teologia!
Ma torniamo al 9 maggio 1986. Ecco come risolvo il mistero del 515.
Il logaritmo in base 10 di 515 dà 2,71...una cifra troppo simile al numero di Nepero (nato però nel 1550, 229 anni dopo la morte di Dante!) e già ci sarebbe di che stupirsi...o semplicemente ammettere che già Dante, non proprio matematico di professione (!), conoscesse questo numero e la sua origine e le sue proprietà e le sue possibili applicazioni.
Ma se ora proviamo a fare il logaritmo naturale, in base "e", di 515 otteniamo 6,24 che è una ottima approssimazione di 2 pi greco!
Ora, sapendo che cerchi, cerchietti e Geometri sono EVIDENTI simbologie della Trinità, levo ogni velo e "dimostro" che il 515 di cui parla Beatrice (Dante) altro non è che un nuovo Cristo che scenderà sulla terra!
Ora, sapendo che cerchi, cerchietti e Geometri sono EVIDENTI simbologie della Trinità, levo ogni velo e "dimostro" che il 515 di cui parla Beatrice (Dante) altro non è che un nuovo Cristo che scenderà sulla terra!
Se non bastasse, 515 non finisce di stupire; la radice quadrata di 515 corrisponde a 22,7.
Per i medievali e per Dante, il pi greco era proprio dato dalla frazione 22/7 .
Non a caso il Paradiso termina con la "visione" di Dio che dura esattamente 22 versi che occupano 7 terzine. Direi la quadratura del cerchio!
Non siete ancora soddisfatti? Pensate ancora a una simpatica coincidenza? Bene, allora sappiate che 2 pi greco sommato al numero di Nepero "e" fa 9, Nove!, non un numero qualsiasi ma un comune numero simbolico rappresentante la Trinità, il quadrato di 3!
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