In un lontano presente. Come fosse ieri o quasi. Nascere insieme senza essere gemelle. Che si contano gli uomini ma non si sommano non si sottraggono non si moltiplicano forse si vorrebbe dividerli. Ma c’è di più. Ci sono i vostri colori che si vedono e sono diversi. 1983. Che si immagina il futuro che è già qui e cambia ed è già cambiato. Uguali. Diverse. Sento una sola voce tra i piatti e i bicchieri che è entusiasta e triste e allegra ed eccitata e sicura e profonda e incerta e suadente e squillante e calma e calda. Io guardo e ascolto. Parlo. Vi guardo. Stasera sono a cena con quattro ragazze: una di voi mi ha detto che ho le mani da pianista. Io non so suonare. Io non so e quello che so non importa. Lei suona veramente il piano. Ho notato i suoi occhi scuri e profondi. Non le ho detto niente. 22 giugno 2007
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