domenica 24 giugno 2007

Nel buco del mulo

Lo conosco martedì 11 settembre 2001. Ci troviamo all’uscita dell’autostrada di Agrate. Tempo venti chilometri sembra che ci frequentiamo da una vita. Ospitaletto, la prima coda. Ho già idea che passerò questo lavoro chiuso in un abitacolo e prigioniero di una tangenziale. Statali bresciane. Ristorante bresciano, proprietarie bresciane e vino della casa. Ridiamo e mi spiega tutto: non sembra difficile. Di nuovo sulla A4, si sente a casa, guida bene. Il messaggino di Giorgione dice che qualcuno si è buttato con un aereo sulle Torri Gemelle; mah, sarà la solita esagerazione, accendiamo la radio per sentire se dicono qualcosa.
Di più.
Vuole allevare lumache. Cuba Libre e Mary J Blige. Se possibile carne, manzo e un rosso di Montepulciano. Roberto, anzi Robberto. Mario, anzi Marietto. Tre costole rotte ma con garbo; no, ancora meglio, mi alzo e chiedo scusa per esserle caduto addosso. Spiedini di uva e formaggio e bourghignone per poi scattare in piedi dal coma e salutare quando si accorge che sono le cinque della mattina. Giusto il tempo per conquistare una nuova ragazza. Ragazzo col radar: vede quello che io non vedo e me lo spiega. Noto con piacere che ha quasi sempre ragione. Ne conoscevo un altro così, il pittore. Piemonte. “Lei deve essere contento di andare in Piemonte, il Piemonte per lei deve essere come una bella figa, deve avere sempre voglia di andarci”. Andiamo. Kessols, stai zitto, se parli non è silenzio. Torino, Cuneo, Asti, ma specialmente Savigliano. Racconigi e il "senzacollo" che arriva col carrello dei bolliti. Lui non ce la fa a stare da solo. Dopo dieci anni la lascia. Non poteva fare altro. Piuttosto che stare a casa mi raggiunge a Savigliano in uno stupido mercoledì sera: il giorno dopo ha un appuntamento a Brescia, nessun problema, saranno solo trecento chilometri. Golf club a Cuneo e, in macchina, dato che guido io, parlo solo io con le Forze dell’Ordine. Le mucche. Gli piace vederle pascolare; io credo non solo quello. Carambola, Crommy, uomo inutile, subumano, cerebro, mononeurone, lo tratto bene. Vigili urbani, sindaci, assessori, uno spettacolo: ha semplicemente la faccia come il culo. Mai stato al telefono così tanto con una persona. Ci divertiamo, mi chiamerà venti volte al giorno. Centri commerciali di tutti i tipi. Le sue camice sono troppo sciancrate per il mio stile però ne compro due. Cattolica. Leccare del limoncello sul tavolo mentre Marietto fa piangere una ragazza: scoprirò che è un vizio. Polaroid in macchina sotto la pioggia. Prendere le chilometriche. Incontrare per puro caso una bionda in una rotonda di Strambino. History pub, sempre o quasi. Corsaro e l'uccello urlante del Corsaro. Due chili di fiorentina meno due etti di osso diviso due fanno novecento grammi a testa. Lo so, sto parlando spesso di cibo e di vino, che era un Teroldego, eppure siamo magri e lui pure sportivo. Quasi maniaco direi. Mi a ta aoru ben. Le loro storie del militare le so tutte: Marietto si esalta e lui lo segue a ruota. Le avrò sentite una decina di volte tutte. Tre o quattro ragazze in un solo capodanno in discoteca. Marietto gli dava le chiavi della macchina, il resto lo faceva lui. Djerba e poi ancora Djerba. A me sembrava un transessuale e io avevo sonno, non gli ho prestato la camera. Il mio cellulare non prendeva. Nervoso. Uno scorpione che ti cammina sulla testa può anche non far piacere, ma la gente poi ti saluta in giro per il villaggio. La famiglia del mulino bianco se la mangia l’orca assassina. Supposte di mortil forte. Ci siamo messi d’accordo che chi dice “daino” ha problemi urgenti di toilette. Quattro donne, due bionde, una castana, una mora e formosa. Anche una bionda è formosa. Giovanna. Nel buco del mulo. “Guarda quel troione!” “Eh sì, è la mia ragazza”. Uscire dal bagno e prendere un numero di telefono. Errore da non rifare; nessun problema, un anno dopo la schieno su un tavolo. Paolo, è buono! Io non ho imperfezioni: “Dammi un pennarello che te le segno”. I due culanda. Cipolla ubriaco, anzi no, Cipolla giovane e distrutto dall’alcol. “Giorgina! Giorgina! La morte si avvicina!”. Ebecerto. Prego? Ubi maior…ebecerto! Principe della Val Ganna. Robberto decide che dobbiamo capottarci. Capottati. Riga. “Oh ragazzi, io vado”. “Dove vai? In bagno?”. “Where are you from?” “Eh…io sono di Salerno”. “Lui è cheese Master”. “Sì, Maestro del taleggio”. Marta 1984, però siamo nel 2003. Sesto Calende, Arona e due musiche diverse nelle orecchie. Dadaumpa! Cinque e tre otto Marianna, di cuori Mariannona, il tre mangia il due e l’acqua è bassa. Ermanno.

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