mercoledì 20 giugno 2007

Parigi

Un vento micidiale. Freddo di quelli che ti entra nelle ossa. Montmartre. Perché prendere una delle decine di linee della metropolitana quando con pochi franchi possiamo divedere in tre un taxi giudato da un marocchino? Addormentarsi con la sigaretta accesa e svegliasi con un buco nei jeans. Non importa, ci siamo riposati per affrontare una notte in discoteca. Nessuno andrà a visitare le fogne ma la sveglia suonerà comunque alle 8. Abbandoniamo la discoteca alle 6...faccio pernacchie alla Gioconda: solo i giapponesi sembrano davvero interessati. Steak frites. Dormire in due in un bagno: uno sulla tazza, uno nella vasca, e per niente poi, tanto non se l'è fatta! Una settimana, un'avventura, una canzone che riparte sempre da capo: living in America, James Browne, un classico francese ovviamente. Siamo tornati, siamo là, nel ricordo. N.N (passava di lì per caso!), Luca (io, il poeta, ancora crinito!), Alberto (il pittore, infatti è la foto del quadro che mi ha regalato), Marco (il logico). Aprile 1986

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao Amicco,

il tuo blog mi piace, ci tornerò spesso; anche perchè una parte dei tuoi ricordi li ho condivisi anche io e mi fa piacere ogni tanto ritornarci.

Anonimo ha detto...

... e tu racconti a me del vento di Parigi ... Te la dò io Parigi !

Dandy saluti