giovedì 20 settembre 2007

Sala di Psiche

3 maggio 1999. Un po’ più caldo del normale ma sempre maggio. E’ la prima Fiera che faccio nella vita e spero sinceramente sarà pure l’ultima. I piedi mi fecero così male solo le volte che sperimentai il lavoro di cameriere: appena un paio di mesi nei week-end invero. Vederti e pensare, vederti e sentire, vederti e immaginare è stato un po’ tutto. Che ci fai dentro un boxino di un metro per due con una maglietta da pin-up? Sarà vero? Difficile. Sorriso naturale. Non stupisce si rida dopo pochi minuti. Due vite diverse, due famiglie diverse, due credo diversi, due idee politiche diverse, tu donna io uomo, incomprensibile. Che hai per diventarmi amica? Non importa. Quando smetto di farmi domande ti vedo. Quando smetto di vederti non mi manchi. Non sei lontana.
“Eilà! Come stai? Non ci siamo più sentiti. Strano ricevere una lettera vero? Che fine ho fatto? Non so da dove iniziare. Mi sento in colpa a non averti detto niente prima. Non sapevo come affrontare l’argomento. Il punto è che non voglio rischiare di perderti e forse non vorrei neppure cambiare niente…ma la vita va sempre in avanti e inevitabilmente si cambia.
Insomma per farla breve mi sono trasferita a Zurigo. Vivo con Tobia dai primi di aprile.
Non ti ho detto niente, non ti ho voluto neppure salutare perché avevo paura della tua faccia, del tuo sarcasmo e della tua capacità di sopravvivere a tutto.
Non fraintendermi, non sono rimproveri, tu sei fatto così, sembri uno che può fare a meno di chiunque. Beh, io non voglio fare a meno di te. Non voglio perderti solo perché ti vivo distante.
Tu sei una persona importante, sei un amico e sei un punto di riferimento per sentirmi dignitosa. Quando penso a te è sempre nei momenti in cui mi giudico e dico: “Approverebbe Luca?” – “Che battuta mi farebbe?” – “Continuerebbe ad apprezzarmi?”.
E’ così che ti penso. Ti penso in alto e mi fa sentire fiera esserti amica.
In questi anni mi sei stato vicino e non hai mancato di mostrarti virile e sensibile. Ma tu sai anche che mi piaci quando ti esponi e ti fidi delle persone e soprattutto di me. Io vorrei che tu ti fidassi sempre di me. Vorrei che mi considerassi sempre nella tua vita.
Io non scrivo spesso lettere e conosco l’importanza delle parole dette ma soprattutto di quelle scritte. Quindi fidati. Fidati quando penso che sarebbe bello invecchiare insieme ed esserci nei momenti importanti della nostra vita.
Sto diventando sentimentale e nel frattempo penso alla serata passata anni fa su dalle tue parti a bere vino e mangiare formaggio tra un complimento e l’altro che facevi al mio taglio di capelli. L’unico che lo apprezzò! Sì, non sei una persona comune!
Sai quante cose vorrei scrivere adesso? Non mi decidevo a scrivere e adesso non vorrei più smettere. Non so neppure se riuscirò a mandarti la lettera…
Comunque penso di aver riassunto in parte quello che provo e quello che vorrei in futuro. Spero anche di rivederti presto. Io capiterò a Milano per lavoro perché collaboro con lo showroom di Simona. Ti ricordi di Simona? A fine settembre sarò lì per un po’ di tempo. Chissà, se ti farà piacere potremmo cenare insieme. Un abbraccio forte.”
Settembre 2007

1 commento:

Anonimo ha detto...

Narcisista !

40 saluti (e sono dandy davvero ! ...)