Stavo pensando se fosse il caso di rientrare nelle mie stanze o approfittare della gelida aria. Solo bianco di neve fuori. Nero a macchie attraverso i vetri della camera d’albergo giù sulle strade. Bianco e nero e sarò nero. Il caldo qui dentro è solo una pessima imitazione del sole della mia terra.
L’ho vista entrare in sala torneo il primo giorno, maestosa, fiera, forte del suo pallore e regina incontrastata di tutti i nostri sguardi.
Non stavo molto a pensare, mi scaturiva tutto in modo naturale, avevo molto tempo per seguirla e presentarmi. Ho visto tutto subito, chiaro, nel suo sorriso solo accennato che sarei stato in lei. Tocca a me ma non importa.
Ultime cena, ultime sere, a breve ripartirò alla volta della vecchia Europa che non sarà mai più la stessa.
Sono le lingue che giocano, le mani che premono, le gambe che si intrecciano.
Giocherò col tedesco gioco con la russa questa notte.
Sarà facile dimenticarla, è solo una emozione della carne è già un ricordo della notte.
San Pietroburgo, Aprile 1914
Nessun commento:
Posta un commento