Io le ricordo rosse, però non lo giurerei. Tipo di vernice rossa, ma anche no.Il prato invece era verde e un po’ marrone.
Il plaid era scozzese, sono sicuro. Armida aveva degli enormi zatteroni rossi. Guardavo i suoi piedi dimenticando, o non sapendo ancora, cosa potesse esserci sopra quel piedistallo.
Li fissavo che si imbarazzò.
Frugavano nella borsa per cercare delle sigarette o da accendere o qualsiasi cosa potesse servire a delle ragazze sdraiate al sole in un prato del parco.
Anche dei ragazzetti che passavano su una Vespa ronzavano intorno facendo i bulli.
Baby sitter, ero fortunato ad averne due così. Ma ricordo solo Armida, le sue scarpe rosse, alte, grandi e i piedi bianchi. Non ho mai smesso di pensarci da allora.
Estate 1972
Frugavano nella borsa per cercare delle sigarette o da accendere o qualsiasi cosa potesse servire a delle ragazze sdraiate al sole in un prato del parco.
Anche dei ragazzetti che passavano su una Vespa ronzavano intorno facendo i bulli.
Baby sitter, ero fortunato ad averne due così. Ma ricordo solo Armida, le sue scarpe rosse, alte, grandi e i piedi bianchi. Non ho mai smesso di pensarci da allora.
Estate 1972
6 commenti:
I pensieri sono come smalto.
Vanno via dalle unghie e si sbriciolano sul pavimento
delle cose che non scopo,
per paura che diventino ieri troppo in fretta,
per paura del probabilmente che mi fa chiedere cosa sia più giusto
perfino quando lo so già o quando l'inevitabile
ha già bussato a questa porta dalla quale non entra più nessuno.
Guardare gli altri
è come osservare un corpo attraverso il buco di una serratura.
Non puoi vedere oltre.
Dentro di noi c'è l'altrove. Sconosciuto a chi non sa.
A chi ha deciso che non saprà.
Oltre gli occhi annego.
Non mi vergogno di piangere. Mai.
E' la mia autoricarica contro la solitudine d'essere.
Se mi guardi da vicino potrai capire molto di me,
attraverso.
Superarmi non sarà semplice, ma a volte,
non vado da nessuna parte.
Perfino quando alzo i tacchi e mi allontano.
Le tue poesie se vogliamo chiamarle così, ho provato a chiamarle Luisa , ma non rispondono.( qui avrei dovuto mettere un verbo afferente alle tue poesie( se tali vogliamo considerarle, ho provato a considerarle prosa, ma mi è sembrato si adontassero).
Avrei dovuto, ma....
Sono anonimo. Ma non senza nome. Il mio nome è "Anonimo", di cognome "nn". Perchè commento ? non so, non ho capito lo smalto che non scopi.
se provi a chiamarle Asdrubale, chissà, magari un giorno ti risponderanno! nessuno ha la pretesa nè tantomeno la presunzione di chiamarle poesie. secondo me sono solo pensieri che a volte emergono , probabilmente senza nemmeno tanta coerenza, da uno stagno.
ti è mai capitato di farti scivolare dalle mani un oggetto, farlo cadere e guardarlo rompersi in mille pezzi? stiamo parlando della sensazione di impotenza che si prova mentre succede un qualcosa che nn puoi fermare, qualcosa a cui nn puoi porre rimedio nemmeno se ci provi, nemmeno se ti sforzi..
ecco.
a volte capita di rendersi conto di tenere ad un qualcosa che hai sotto gi occhi tutti i giorni solo dopo che ne vedi sparsi per terra i cocci. crudele destino, non trovi?
ma se tieni a quei ricordi, a quei pensieri, a quei piccoli pezzi rotti e statici ormai finiti sul pavimento freddo della memoria, non li scopi via come fossero briciole di pane finite sotto il tavolo alla fine di una cena, ma temporeggi e non li spazzi, non li butti, perchè se lo facessi....sarebbe come renderli già parte del tuo ieri, come decidere di eliminarli dalla tua memoria.
ora mi capisci di più?
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il ricordo di un' immagine, di un sapore, di un suono, di un profumo particolare, soprattutto nei primi anni di vita, sembrano piccolezze, ma col tempo si rivelano ricordi quasi indelebili e, in alcuni casi, anche piuttosto determinanti per noi stessi.
si ha la tendenza a ripetersi nelle scelte e nei gusti, nei caratteri di ciò che ci ha influenzati quando eravamo solo un mucchietto di ossa ;)
così mi sembra carino il ricordo sottopelle di una tata che portava scarpe di vernice rossa, con tacchi vertiginosi e provocanti ma che, se osservati da un cucciolo d'uomo, ritenuti quasi sorprendenti, come la scoperta di un mondo nuovo, quello femminile!
"sono i dettagli che contano, sono i momenti che segnano"...
che antipatia la gente che non ride neppure dopo gli ahai spiegato la barzelletta ... Anonimo NN, dove cazzo sei finito ?!
Eppoi, Radics, anche tu ... non svelare i trucchi del mago che poi allo spettacolo ci si annoia ... si rompe la poesia del momento !!!
Dandy saluti
Caro Dandy, io non svelo....semmai ri...velo!
Poi non mi metto in mezzo ai due litiganti nel villaggio...due villeggianti allora?
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