A dieci anni stavo zitto guardando il soffitto della mia camera.A vent’anni fumavo in silenzio di notte nel giardino di casa guardando l’illogica collocazione dei punti luminosi del cielo.
A trent’anni tamburellavo muto sul volante della macchina ritornando da Milano lungo viale Zara.
A quarant’anni ho le stesse cose da non dire che mi tengo da sempre e le dico a nessuno su internet.
De toutes les matières, C'est la ouate qu'elle préfère, Passive, elle est pensive, En négligé de soie.
Dopo secoli mi è venuto in mente che non ho ma capito di cosa parlasse questa canzone.
Magia di internet trovo immediatamente il testo, è in francese ovviamente, non lo conosco, non mi dice niente, lo faccio tradurre da internet, ovviamente, non mi dice nulla nemmeno la traduzione e, ovviamente, nemmeno mi interessa dopo tutti questi anni.
Non mi ha tolto però il sapore di quel momento e suonerà in me sempre sbagliata.
Ci credi?
2 commenti:
Sì, è come riconoscere l'impronta che hai lasciato uscendo dalla doccia sgocciolando. E' tua. E ripassi a ritroso. Ricalcando l'impronta. Poi pensi che sul pavimento sarebbe bello lasciarcene delle altre. Passi di contorno e altre tracce, ma sei sempre tu. Passi e passi su di un bebop... ballando su di te ancora.
Tieni il tempo sui tuoi passi, tieni il tempo. Per non perderti nel tempo. Che si fa presto a dire sono qui che già sei altrove, perché il tempo ti trasporta e tu non sai come. Ma lo senti attraversarti e magari un po' lo vuoi trattenere, ma non puoi. Puoi tenerlo, schioccando le dita, ma non trattenerlo afferrandolo per il collo. Tieni il tempo e seguilo, se sei attento il tuo esserci gli sarà sempre accanto.
Tempo, 109 battute al minuto quando finisce forse ti sarà piaciuto, la chiave per capire questo genere di suono, che a molte orecchie può sembrare frastuono, é liberare la tua parte migliore, chiudere gli occhi aprire bene il cuore ...
Dandy saluti
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