venerdì 29 febbraio 2008

Ogni quattro

Ogni quattro e allora non potevo lasciarlo scappare.
E' come se non esistesse perché non c'è sempre; come l'ombra che c'è solo col Sole.
Sono sole le ombre e menti mentre lo dici.
Solo questo, niente altro.

mercoledì 6 febbraio 2008

Le trasmissioni riprenderanno

Non sente, il piede schiaccia.
Rotola, rotola, rotola nel fango.
Avevo il pizzetto mefistofelico, quello solo sul mento, cresciuto tanto per fare.
Ascoltavo le lezioni solo di una professoressa, altre materie non interessavano.
Avevo ed ero. Anzi, ero e non avevo. C’erano tuoni che li sentiva un sordo. Ricordo che per tutta la mattina non usai l’accendino, accendevo una sigaretta dopo l’altra, qualcuna anche per autocombustione. La lista dell’appello era la stessa da un anno ma suonava diversa. Anche il parcheggio non sembrava lo stesso. Poi siamo usciti e mai più ritornati.
La notte dopo i tuoni erano sordi, lampi nessuno, solo un fastidio sul cuscino: il pizzetto.
Non lo sopportavo più, pizzicava.
Allo specchio la notte è come il giorno e il rasoio tagliava come se ci fosse il sole.
1986

martedì 5 febbraio 2008

Specchio riflesso

Viene lì e mi dice: “Io ti amo”
Ma te l’ho chiesto io?
Con tutti i soldi che ho risparmiato non andando dal parrucchiere per anni adesso mi posso comprare una mountain-bike, solo che non mi piace pedalare.
E poi scusa ma mi ami perché?
Io ho chiesto in giro un ovulo ma solo perché il bambino lo volevo bastardo, non nel senso di mezzo albanese, mezzo slavo o mulatto, ma nel senso di cattivo, di uno con un carattere forte.
Ti amo. Ma chi lo dice? E poi basta dai, io non ho mai amato nessuno. Non ho mai applicato il senso di questo verbo transitivo a qualcuno.
Ero in giro a bighellonare per la sala e uno mi si avvicina e dice: “Video meliora proboque…”, a bene, gli faccio, leggi il mio blog.
Si ma l’ha fatto per caso, stava cercando altro. Ecco vedi? Uguale. Stai cercando una cosa e ne trovi un’altra e poi mi ami.
Ci metto meno tempo a spiegare a un napoletano che è lui la spazzatura, altro che differenziare: tanto è sempre colpa dello Stato e della Camorra! Ma quale camorra - terrone! - è colpa tua.
Dici non c’entra, che mi sto confondendo e parlando di più cose. No sbagli è sempre la stessa: parlo.
Ho sbagliato, volevo dire scrivo, scrivo delle parole che di solito dico e che spesso non capisco come possano essere fraintese.
Alla fine se rileggi dovrebbe essere più chiaro. Ma c’è chi non capisce lo stesso.
Allora i casi sono sempre due, sempre e solo due i casi sono.
Squilla, rispondo io.