Non sente, il piede schiaccia.Rotola, rotola, rotola nel fango.
Avevo il pizzetto mefistofelico, quello solo sul mento, cresciuto tanto per fare.
Ascoltavo le lezioni solo di una professoressa, altre materie non interessavano.
Avevo ed ero. Anzi, ero e non avevo. C’erano tuoni che li sentiva un sordo. Ricordo che per tutta la mattina non usai l’accendino, accendevo una sigaretta dopo l’altra, qualcuna anche per autocombustione. La lista dell’appello era la stessa da un anno ma suonava diversa. Anche il parcheggio non sembrava lo stesso. Poi siamo usciti e mai più ritornati.
La notte dopo i tuoni erano sordi, lampi nessuno, solo un fastidio sul cuscino: il pizzetto.
Non lo sopportavo più, pizzicava.
Allo specchio la notte è come il giorno e il rasoio tagliava come se ci fosse il sole.
La notte dopo i tuoni erano sordi, lampi nessuno, solo un fastidio sul cuscino: il pizzetto.
Non lo sopportavo più, pizzicava.
Allo specchio la notte è come il giorno e il rasoio tagliava come se ci fosse il sole.
1986
1 commento:
riprendi il 29 con le foto della volta scorsa !!! dandy saluti
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