MI 5T3742 è la targa della tua macchina, la targa che ho seguito tante notti inutili e insonni, notti che mi vergogno fieramente.Io c’ero col mio portacenere pieno di te che fumavo, tu che la mia saliva non ti bagnava, solo filtri, tanti filtri.
Non era sollievo rivederti scendere con una amica, non era meno leggero rincorrerti fino sotto casa, non era felicità saperti sola, ora, nel tuo letto.
Mi hai lasciato un biglietto nella cassetta delle lettere; ti ho spiata anche da dietro le tende. Ti avevo già sentita arrivare, conosco come il tuo respiro il rumore di quella vecchia Tipo.
Non è stato eccitante vederti lasciare un messaggio, non era amore, ma il brivido, quello sì è indimenticabile sentirlo scuoterti, scendere a leggere e appallottolarlo come un sasso che lanciato affonda e solo le onde, dio, le onde i brividi sono la stessa cosa.
Il lampione era stupido come lo è adesso e non si è accorto di nulla.
Io un amico lo perdono mentre a te ti amo e tu cammini verso il bar della spiaggia, fiera, e so già ma non ci voglio credere a come sta finendo.
Ci stiamo finendo, ci siamo finiti, consumati, la sabbia che sollevi e che via, sono io, tu nel vento del dopo. Tutti lo fanno e si accorgono ma non si ascoltano. Hai paura come l’ho io di domani.
Domani che è oggi non ci sei tu ma non siamo soli.
Eri bellissima quando sei uscita di corsa da quel locale, ti prego rientra non farmi fare quello che voglio,non posso ancora.
1996/2008
1 commento:
"la mia sigaretta brilla rossa
insieme a luci di periferia
zampate della vita sulle mie ossa
sei più sincera quando dici una bugia
sull'asfalto acquoso una luna affilata tagliare
i fili che legano le stelle
stringo al cuore una lattina vuota e scopro che hai
lasciato
le unghie sulla mia pelle
finestrini aperti a dissetarmi di vento
la mia ruota incollata sulla striscia bianca
della mezzeria
gli occhi come due pezzi di vetro
tu non sei come mi credevo io
un autotreno mi ruggisce dietro
ma perché hai fatto il mondo così triste Dio?
alberi si drizzano ai lati della strada mi corrono
accanto
e il buio se l'inghiotte
alla radio un rock arrabbiato come un pugno allo
stomaco
che mi stringe nella notte
un dolore e un lampo di fuoco rosso
dentro a questo amore che io non posso
io non posso più
voglio andar via i
piedi chiedono dove ma via
tanto non ti perderò perché tu non sei stata mai
via
voglio andar via
da quei tuoi occhi che tirano sassi
e come in un duello far dieci passi
e poi guardarci l'ultima volta e via
dimmi che cos'è che ci hanno fatto
dimmi cosa c'è che io non so
perché tutto è finito come cenere in un piatto
e quei ragazzi ch'eravamo noi non ci sono più
e scambiare due parole brevi
con la notte blu dei benzinai
io ti baciavo mentre tu piangevi
e adesso che io piango tu chi bacerai
un caffè che drizza i capelli un pacchetto di fumo
e il vento rilegge il mio giornale
e domani uscire di nuovo farmi una faccia allegra
per il prossimo Carnevale
un chiarore freddo come un rasoio
per un altro giorno che nasce muoio
muoio muoio
voglio andar via
i sogni cercano dove ma via
anche all'inferno ci sarà qualcuno a farmi
compagnia
voglio andar via da te
che goccia a goccia hai bevuto il mio cuore
e dagli straccivendoli ricomprare
quel che resta del mio amore e andare via..........."
Posta un commento