Tic tac tic tac.E’ nato. E’ mio figlio. E’ bellissimo, assomiglia tutto alla mamma. Non mi pareva che la mamma fosse senza denti e non avesse i capelli, comunque se lo notano tutti sarà davvero così.
Mio figlio è intelligentissimo, ha preso tutto da me, e va male a scuola perché i professori sono ignoranti e si sono tutti laureati, facile, nel ’68.
Solo danni quel ’68 e adesso ci va di mezzo mio figlio che studia tutto il giorno ma non lo capiscono.
Mio figlio si sdraia sul letto, mette il libro sulla pancia e poi ci si addormenta sopra.
Che sono sicuro che non starà seduto in macchina a piangere e non pioverà quando lo farà, è mio figlio, che è il migliore di tutti, è evidente.
Mio figlio ha i pantaloni a vita bassa che per l’alto stile di vita che ha sembra una contraddizione e invece è un modo di essere, di vedere le cose, di relazionarsi agli altri.
Tu non mi capisci papà, tu non hai empatia. Magari ce l’ho, sapessi cosa è e a cosa serve.
Forse l’ho fatto relazionare troppo poco col palmo della mia mano destra, forse ho creduto che un bisogno fosse una necessità, un vedere anche un avere, ma tant’è, è mio figlio.
Mio figlio è uno stronzo, ma la cosa più grave è che non glielo dice nessuno.
Ci spiega e ci fa capire e devo ringraziarlo per questo, una volta stavo persino uscendo con un maglione marrone e una sciarpa nera; non ci fosse stato lui a salvarmi cosa sarebbe potuto succedermi?
Grazie.
Adesso spero che una ventina d’anni in un collegio svizzero possano restituirmi un essere umano o, male che vada, un criminale di guerra.
Potrebbe andare peggio, potrei fare una figlia.
1 commento:
Sembra un lento spogliarello..
Oggi, che sento la pesantezza della vita, mi basta un clik per entrare in un piccolo scorcio della tua e allora, in
quell’ istante, mi sento meglio.
Mi diverto e mi rattristo, mi immagino di te e di quello che fai, di quello che hai fatto.
Chi sei??
No, non dirmelo. Non lo voglio sapere, lasciami immaginare.
Magari quello che scrivi è solo frutto della fantasia, oppure parli di te davvero, non mi è dato saperlo. Questo è il bello.
Mia figlia ha 40 anni, ma ne vorrebbe avere 18.
E’ donna e allo stesso tempo una ragazzina.
Ha i capelli lunghi e biondi, proprio come i miei; un sorriso chiaro, luminoso, ha le fossette sulle guance quando ride e le labbra sottili. Ha le lentiggini e la pelle chiara.
Mia figlia è magra e alta, ha belle mani fatate. Ha un portamento tutto suo, riconoscerei la sua camminata tra mille. Ma la cosa che mi piace di più di lei, e credo di non averglielo mai detto, è il suo sguardo. Attento dico, lo sguardo, non gli occhi. E’ il mio stesso.
Vanità???
Mia figlia ha gli occhi scuri. E’ sensibile ed impulsiva. E’ responsabile, è capace. Eppure mai la mia bocca le ha detto un “brava!”. Ha un lato in ombra che attrae chi di ombra è vizioso, chi di ombra è goloso, chi di sola luce vive e controluce ombra non ha riflessa.
Non è cresciuta nell’amore, forse è per questo che non fa altro che darne, tutto intorno, agli altri, a se stessa forse meno. Tornassi indietro non metterei tanta distanza tra noi, nessuna lite, nessun diniego. Il giusto è giusto. Gioco di parole, ma è la verità. Imbarazzante verità, che sta nelle piccole cose semplici. Siamo sciocchi, ci arriviamo sempre troppo tardi. La tenevi tra le braccia quando era così piccola che avresti potuto schiacciarla stringendola in una mano. Ero lì quando aveva paura? Ero lì quando è caduta in amore? Ero lì quando la vita ha iniziato a giocare con lei? Si, c’ero.
Chi sa stabilire cos è davvero giusto? La severità, la leggerezza. "Auguri e figli maschi!"-dicono- Non c’è differenza, maschietto o femminuccia. E’ carne tua. E’ sangue tuo. Carne che ha un odore unico, sangue che ha un sapore acre e zuccheroso allo stesso tempo.Rosso.
Sei figlio e ci rimani, anche quando sei padre, se già non lo sei, semmai lo diventerai.
Mistero e sorpresa. Emozione fatta d'ossa. Adrenalina. Paura. Gioia immensa.
Ed ora esci, vai dal tabaccaio, vai in edicola. Compra un gratta e vinci tutto d’un fiato.Corri!
Questo forse è un figlio.
Chissà...
Distendo le braccia, poi le ripiego e le avvolgo intorno a me. Mi abbraccio, mi nutro del mio stesso calore.
Io c’ero quando è nata.
Mia figlia…
Mia figlia sono io.
Inga.
Posta un commento