lunedì 17 dicembre 2007

Lo so

A dieci anni stavo zitto guardando il soffitto della mia camera.
A vent’anni fumavo in silenzio di notte nel giardino di casa guardando l’illogica collocazione dei punti luminosi del cielo.
A trent’anni tamburellavo muto sul volante della macchina ritornando da Milano lungo viale Zara.
A quarant’anni ho le stesse cose da non dire che mi tengo da sempre e le dico a nessuno su internet.
De toutes les matières, C'est la ouate qu'elle préfère, Passive, elle est pensive, En négligé de soie.
Dopo secoli mi è venuto in mente che non ho ma capito di cosa parlasse questa canzone.
Magia di internet trovo immediatamente il testo, è in francese ovviamente, non lo conosco, non mi dice niente, lo faccio tradurre da internet, ovviamente, non mi dice nulla nemmeno la traduzione e, ovviamente, nemmeno mi interessa dopo tutti questi anni.
Non mi ha tolto però il sapore di quel momento e suonerà in me sempre sbagliata.
Ci credi?

mercoledì 5 dicembre 2007

Chi è Robertino?

Ma soprattutto perché piange?
Motivi abbondano. Come il din don dan delle campane.
Non riesco mai a tenere a mente il nome di una persona quando me la presentano, anche se è una bella donna, soprattutto se è una bella donna. Allora gioco la carta semplicità: un “Paola” o un “Roberta” potrebbero andare bene.
Mai funzionato una volta.
Allora provo con l’ironia ma non tutti e tutte sono ironici.
Sai che c’è? Non è importante.
Capita che non li rivedi più e hai fatto meno fatica.
E’ che è proprio il momento della presentazione quello difficile; tutta la mia attenzione è incentrata negli occhi e nel non sbagliare mira stringendosi la mano.
Sono quindi colpito da una forma di sordità momentanea, non sento e non ricordo il nome.
“Il piacere e tutto tuo” è un mio preciso cavallo di battaglia, pensa che mi fa ridere solo a pensarci. Non fa ridere? Non sei ironico.
Ciao, a presto.