domenica 30 settembre 2007

Color Zucca


Ci sono giorni che un filo di fumo sale dalle acque quiete del nostro lago. Che il cielo è grigio ma l'acqua resta azzurra. Ci sono tanti colori, tanta gente, il crocifisso e i piatti dell'Albi. Gli stessi colori nei volti di uomini e donne. In questi giorni il fumo sale dritto, non si sposta. Poi passa e ti resta solo il colore. Ricordi i sorrisi e i muri umidi. Bonzeno.


venerdì 28 settembre 2007

Il senso

Non so voi, ma il mio sensibile animo estetico è affascinato da questa posizione (dopo 30. Ac1). Domani forse vi dirò perché. Ora l'ammiro e basta perché non ho colto ancora tutto.
Ma ne sento l'energia, la forza centrifuga, il danno.
Non c'è un pezzo che sia uno al posto "giusto", in una sua casa naturale. Eppure mi sembra di colgiere un senso, un lavoro oscuro che tutti stanno facendo. Sembra come sia esplosa una mina in mezzo alla scacchiera.
I pezzi neri sono tutti nella case d'angolo, mi piacerebbe ci fosse anche il Re in h8 per perfezionare il quadro. Due alti ufficiali incursori sono dietro le linee nemiche, hanno preso il posto dei fanti, si sono esposti in prima persona, spiano e legano l'armata bianca nemica, preparano l'imboscata.
I pezzi bianchi tutti nelle case di partenza ma ognuno sta svolgendo un compito fondamentale nella fangosa buca della trincea. Solo la Donna è uscita in avanscoperta; la immagino su una collina col binocolo a controllare il campo di battaglia, vedere i danni dell'esplosione, osservare fili di fumo che si levano qua e là nella desolazione, pregare per i corpi martoriati, organizzare le retrovie per l'assalto finale o la ritirata, infondere coraggio e fiducia alla truppa.
C'è un senso? Sento una vena che pulsa nel collo, la paura il sudore il sangue che sono appena stati e che saranno di nuovo a breve. Non si faranno prigionieri, si filano le baionette.

Caso tre

Sono un artista.
Un artista logico, mi pare evidente. No non come quelli che sono artisti solo perché non si lavano, si dimenticano le cose, si buttano in corpo sostanze strane e ti fregano l’accendino quando fai accendere.
Un artista razionale.
Noioso? Ah sicuro. Che male c’è nella noia? Non rispondere, non mi interessa. Il dialogo serve solo a convincermi che ho ragione, perché sono un artista, un artista logico. Ieri ero sicuro e oggi ho un dubbio. Forse.

giovedì 27 settembre 2007

Caso uno

10 giugno 1986
Trovatemi un senso. (16 41' 52")

12 giugno 1986
Ho trovato scritto: "Tu muori". E' possibile. (15 13' 58")

22 dicembre 1986
Mi piacerebbe essere ucciso. (20 43' 02")

13 gennaio 1987
Forse. (16 09' 27")

6 febbraio 1987
Forse. (17 40' 09")

domenica 23 settembre 2007

Quaranta40







Grazie di esserci stati.
Ali, Marta, Vale, Ermanno, Gio, Alberto, Silvia, Mario, Pupi, Albi, Cri.
21 settembre 2007

giovedì 20 settembre 2007

Sala di Psiche

3 maggio 1999. Un po’ più caldo del normale ma sempre maggio. E’ la prima Fiera che faccio nella vita e spero sinceramente sarà pure l’ultima. I piedi mi fecero così male solo le volte che sperimentai il lavoro di cameriere: appena un paio di mesi nei week-end invero. Vederti e pensare, vederti e sentire, vederti e immaginare è stato un po’ tutto. Che ci fai dentro un boxino di un metro per due con una maglietta da pin-up? Sarà vero? Difficile. Sorriso naturale. Non stupisce si rida dopo pochi minuti. Due vite diverse, due famiglie diverse, due credo diversi, due idee politiche diverse, tu donna io uomo, incomprensibile. Che hai per diventarmi amica? Non importa. Quando smetto di farmi domande ti vedo. Quando smetto di vederti non mi manchi. Non sei lontana.
“Eilà! Come stai? Non ci siamo più sentiti. Strano ricevere una lettera vero? Che fine ho fatto? Non so da dove iniziare. Mi sento in colpa a non averti detto niente prima. Non sapevo come affrontare l’argomento. Il punto è che non voglio rischiare di perderti e forse non vorrei neppure cambiare niente…ma la vita va sempre in avanti e inevitabilmente si cambia.
Insomma per farla breve mi sono trasferita a Zurigo. Vivo con Tobia dai primi di aprile.
Non ti ho detto niente, non ti ho voluto neppure salutare perché avevo paura della tua faccia, del tuo sarcasmo e della tua capacità di sopravvivere a tutto.
Non fraintendermi, non sono rimproveri, tu sei fatto così, sembri uno che può fare a meno di chiunque. Beh, io non voglio fare a meno di te. Non voglio perderti solo perché ti vivo distante.
Tu sei una persona importante, sei un amico e sei un punto di riferimento per sentirmi dignitosa. Quando penso a te è sempre nei momenti in cui mi giudico e dico: “Approverebbe Luca?” – “Che battuta mi farebbe?” – “Continuerebbe ad apprezzarmi?”.
E’ così che ti penso. Ti penso in alto e mi fa sentire fiera esserti amica.
In questi anni mi sei stato vicino e non hai mancato di mostrarti virile e sensibile. Ma tu sai anche che mi piaci quando ti esponi e ti fidi delle persone e soprattutto di me. Io vorrei che tu ti fidassi sempre di me. Vorrei che mi considerassi sempre nella tua vita.
Io non scrivo spesso lettere e conosco l’importanza delle parole dette ma soprattutto di quelle scritte. Quindi fidati. Fidati quando penso che sarebbe bello invecchiare insieme ed esserci nei momenti importanti della nostra vita.
Sto diventando sentimentale e nel frattempo penso alla serata passata anni fa su dalle tue parti a bere vino e mangiare formaggio tra un complimento e l’altro che facevi al mio taglio di capelli. L’unico che lo apprezzò! Sì, non sei una persona comune!
Sai quante cose vorrei scrivere adesso? Non mi decidevo a scrivere e adesso non vorrei più smettere. Non so neppure se riuscirò a mandarti la lettera…
Comunque penso di aver riassunto in parte quello che provo e quello che vorrei in futuro. Spero anche di rivederti presto. Io capiterò a Milano per lavoro perché collaboro con lo showroom di Simona. Ti ricordi di Simona? A fine settembre sarò lì per un po’ di tempo. Chissà, se ti farà piacere potremmo cenare insieme. Un abbraccio forte.”
Settembre 2007

mercoledì 5 settembre 2007

Poker

Uno dei momenti più affascinanti e intriganti della mia carriera scacchistica.
Bragaglia - Radice, Bratto, 4° turno, 26 agosto 2007.
La posizione del Nero sembra evidentemente diperata ma mi accorgo di una sottile possibilità tattica to save the day!
Il problema è che la mossa introduttiva del mirabile trucchetto che ho in mente sembra palesemente perdente. Se giocassi subito quella mossa il Bianco potrebbe ragionevolmente insospettirsi, vedere a sua volta il trucco, pararlo e poi vincere semplicemente la partita.
Ecco allora l'idea pokeristica per far attecchire la "balla". (ovviamente la presenza in Bratto di due grandi pokeristi come Podini e Di Donato mi deve aver influenzato!)
Decido di consumare tutto il tempo di riflessione a mia disposizione (era la 38ma mossa e avevo tre minuti contro i dieci del Bianco) e agli ultimi secondi finto di prendere la Torre che è in presa...ma poi, giusto un attimo prima che mi cada la bandierina gioco:
38..., g6
indebolendo fatalmente la settima traversa..aimé...
Il mio avversario mi guarda con un po' di compassione come a dire, "Mi spiace caro, non hai visto che ti do matto imparabile dopo Tc7..."
Già...
39. Tc7?
Imitando il suo stesso sguardo, per i trenta secondi che mi restano per muovere, prendo in mano la torre in f8, adesso sì!, che va a sferrare il colpo decisivo!
39..., Tf4+!
Patta, e una di quelle patte davvero memorabili!

domenica 2 settembre 2007

Premio di bellezza

Non, non è che hanno dato a lui il premio perché è bello! Lui è l'avversario che mi ha permesso di giuocare l'immortale sotto riportata!
Non capita tutti i giorni di vincerne uno, di Brillancy Prize!, e tanto meno in un torneo pieno di Grandi Maestri e Maestri Internazionali come quello di Bratto. Minimo minimo lasciarne un ricordo anche qui! e qui! e qui!
27 agosto 2007